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Alessandria

Battaglia a difesa della quote della Centrale del Latte. "E sulla filiera rifiuti?"

Il tema è quello delle alienazioni di quote societarie del Comune di Alessandria all'interno di aziende e partecipate. Buzzi Langhi: "Avviata procedura per chiedere la deroga alla vendita delle quote della Centrale del Latte, in difesa della filiera lattiero casearia". Abonante: "E sulla filiera rifiuti? Nemmeno una parola nella nota di aggiornamento del Dup, visto che sta procedendo l'accordo con Amiu Genova. Invece mitizziamo l'altra questione....."
 ALESSANDRIA - Prosegue, oggi ancora più forte visti i risultati economici positivi con l'ultimo bilancio in attivo di oltre 18 mila euro, la battaglia in difesa delle quote societarie del Comune di Alessandria (10,8%) nella Centrale del Latte di Alessandria e Asti. Che erano inserite nel piano delle alienazioni di Palazzo Rosso per una imposizione dettata dalla legge Madia e dopo tre bilanci in negativo. “Torniamo con forza alla carica per non venderle e restituire alle pubbliche amministrazioni le funzioni di garanzia e controllo sulla filiera lattiero-casearia. Per l’Amministrazione comunale è fondamentale il sostegno a una realtà storica come Centrale, in particolare per la promozione del benessere alimentare nei confronti delle nuove generazioni” sono state le parole del vicesindaco Davide Buzzi Langhi durante la commissione bilancio che presentava la nota di aggiornamento del Dup, il Documento Unico di Programmazione. A dare conferma del percorso avviato – e sostenuto dai banchi di maggioranza della Lega Nord, con citazione anche dell'impegno in questa battaglia dell'ex assessore e oggi deputato Riccardo Molinari – sono stati vicesindaco e ragioniere capo: “abbiamo avviato al Consiglio dei Ministri la richiesta per ottenere la deroga all'alienazione di queste quote”. Come è già stato fatto e ottenuto ad esempio dalla Centrale di Brescia, “che però deteneva il 51%”. Altra strada che potrebbe aprirsi all'orizzonte ma che per ora non è sulla carta è la “proposta di modifica della legge Madia proprio per quanto riguarda nello specifico le Centrali del Latte”. Ma qui i passaggi sono ancora lunghi.

“Una difesa già iniziata dalla amministrazione Rossa tre anni fa – ha ricordato il consigliere Pd, Giorgio Abonante – per non svendere (e regalare) le quote della Centrale. Ma oggi la situazione è diversa. Ed è comunque sbagliato mitizzare questa questione, definendola come una difesa a spada tratta della filiera lattiero casearia”. Secondo il consigliere di minoranza “sarebbe più corretto da parte dell'amministrazione vedere quali sono le quote societarie su cui puntare” magari guardando a quelle da vendere per poter mettere risorse altrove: “come ad esempio su Amag e sulla filiera dei rifiuti, dove non sembra più avere un ruolo strategico nella vicenda, dopo le notizie di un possibile ingresso di Amiu Genova nella compagine di trattamento rifiuti di Aral”. Ma su questo, “nemmeno due parole nel Dup”.

Al tono polemico non si è fatta attendere la risposta piccata di Buzzi Langhi: “le partecipate (fatta eccezione per Aral) sono sane. Noi ci teniamo a mantenere le quote della Centrale, che per noi ha un ruolo importante. Senza altre motivazioni sotto”. Poi sulla questione Aral, pur declinando sul collega di giunta che sta seguendo la partita, l'assessore Paolo Borasio, arriva a dare qualche risposta: “si sta lavorando in questi giorni per l'accordo con Amiu Genova che è in definizione, ma non ci sono ancora percentuali di quote di ingresso definite”. Ma su Aral qualche risposta in più sullo stato dell'arte arriverà forse oggi, con l'audizione dell'assessore all'Ambiente e del primo cittadino, Cuttica di Revigliasco.

Intanto sul Dup restano in vendita le quote societarie del Comune nella Banca Popolare Etica (che porta nelle tasche del comune 3 mila euro) e in Farmal, “che non è più un settore strategico per Alessandria”. Mentre nel 2021 non ce ne sono più di alienazioni. In generale, i risvolti sul bilancio delle partecipate “sono negativi” come confermato dal ragioniere capo, Antonello Paolo Zaccone. Sul pluriennale 2019-2021 pesa l'accantonamento previsto nel fondo rischi di quasi 4 milioni per la causa Atm, l'accantonamento per rischio perdite di Aral, “che è per ora presunto visto che tanto dipende dall'accettazione da parte del Tribunale o meno del piano di concordato” e sul bilancio consuntivo 2018 (più che sul pluriennale) persa la gestione residui, ovvero i crediti che il Comune ha, ma che non vedrà mai. E nello specifico si tratta di Aspal in liquidazione che non ha mai riversato a Palazzo Rosso una serie di tributi minori che ormai non saranno mai più ottenuti. E per finire novità in casa Amag: “c'è aperta l'istruttoria per costruire all'interno del gruppo una nuova società che si occuperà dell'illuminazione pubblica. E siamo a buon punto”. Anche questa avrà il suo "peso". 
17/01/2019
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