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Alessandria

Emergenza abitativa: punti in più anche per “genitori separati e donne vittime di violenza”

Sono state approvate dal Consiglio comunale le modifiche al regolamento per l'assegnazione degli alloggi di riserva per l'emergenza abitativa. Oltre al criterio della “residenza”, voluto con forza dalla maggioranza sono stati aggiunti tra i criteri “sociali” i genitori separati/divorziati che vivono soli e le donne vittime di violenza. Contro al provvedimento i 5 Stelle
 ALESSANDRIA - “Il Consiglio Comunale di Alessandria ha approvato definitivamente i nuovi criteri di assegnazione per le case popolari che premiano chi risiede da anni in città. Abbiamo anche previsto un punteggio aggiuntivo per i padri separati e le donne vittime di violenza. Sapete quale è stato l'unico gruppo a votare contro? Il M5S.... Evidentemente per loro va bene che le case popolari vengano assegnate agli stranieri prima che agli italiani”. Queste le parole dell'assessore del Carroccio Riccardo Molinari affidate ad un post su Facebook subito dopo la votazione nella seduta di Consiglio comunale di giovedì.

Un provvedimento fortemente voluto dalla giunta Cuttica e da tutta la maggioranza, soprattutto sostenuto a pieno proprio dal gruppo della Lega Nord e da Emanuele Locci. “Questa proposta del criterio di residenza ho provato a proporla molte volte, ma la precedente amministrazione me l'ha sempre bocciata. Introduce un importante principio di equità e lo aspettavo da tempo”. “L'appartenenza ad una comunità da più tempo deve dare diritto a qualcosa in più. Altrimenti si continua a cercare una uguaglianza che diventa disuguaglianza in realtà” aggiunge il capogruppo del Carroccio, Evaldo Pavanello.

A non essere d'accordo sulla scelta operata dall'amministrazione comunale è il Movimento 5 Stelle: “i problemi sociali alla base della richiesta di alloggi di emergenza abitativa sono sempre gli stessi, con o senza anni di residenza”. Per i pentastellati il provvedimento penalizza le fasce deboli. E arriva così il voto contrario.

Ad astenersi sono invece il gruppo di minoranza del Pd, Lista Rossa e gruppo misto Dema (il fuoriuscito De Marte) che avevano espresso le loro perplessità sui punteggi troppo alti applicati al criterio di “residenza” introdotto dalla giunta Cuttica già in commissione. Ma che in Consiglio comunale hanno presentato anche un emendamento: due punti per due altre categorie da inserire, ovvero genitori separati/divorziati che vivono soli e donne vittime di violenza o che si sono rivolte ai servizi sociali come il Cissaca. “Si al principio e quindi si alla richiesta della minoranza, ma con l'attribuzione di un solo punto (anziché due)”.

Bocciata invece la proposta di Emanuele Locci di aggiungere “uomini” (oltre alle donne) vittime di violenza, “che sono 5 milioni nel mondo”. La giunta su questa richiesta si deve persino prendere una pausa, spiazzata. Ma alla fine arriva il “no”: “pur condividendo il principio generale di non disparità quando si tratta di violenza, in questo caso snatura l'emendamento presentato e la volontà di fare riferimento ai centri antiviolenza per ora coniugati al femminile, sul nostro territorio” sono state le motivazioni dell'assessore Silvia Straneo.
19/11/2017
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