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Alessandria

Innovazione, politica e 'umanità' per il futuro di oggi

Giovannini (Guala Closures), Emanuel (UPO) e Palenzona hanno discusso di robotica, lavoro, saperi. Nessuna ricetta magica per Alessandria, solo consigli su come stare al passo di una tecnologia sempre crescente
ALESSANDRIA - Dalla rivoluzione dell'intelligenza artificiale e della robotica si salveranno solo i sacerdoti e gli amministratori delegati. Strappa così un sorriso Marco Giovannini, presidente di Guala Closures all'ultimo convegno organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria della rassegna “interagire con il futuro”.

Il tema della tavola rotonda “Innovazione, eccellenza, territorio: lo sviluppo economico dell'alessandrino” offriva ampi spunti di discussione pratici e teorici per capire come Alessandria e la sua provincia possano trarre vantaggi dalle innovazioni e stare 'al passo' con i tempi che cambiano. I tre relatori, sulla carta, davano ampie garanzie di sviscerare gli argomenti in modo più che completo e professionale: il numero uno della Guala Closures sedeva accanto al Magnifico Rettore dell'Università del Piemonte Orientale Cesare Emanuel e a Fabrizio Palenzona, oggi presidente Conftrasporto ma che in passato ha già ricoperto alte cariche politiche, bancarie ed economiche. Chi si fosse avvicinato all'incontro nel Broletto con la speranza che i tre 'guru' dispensassero consigli e ricette per il futuro alessandrino – visto il chiaro riferimento nel titolo – se n'è andato via un po' deluso.

Giovannni si è soffermato sul dilemma se la robotizzazione industriale possa o meno togliere lavoro all'uomo partendo da 'suo' tappo che parla: una chiusura in alluminio con all'interno un chip capace di informare il consumatore sul tipo di prodotto (associato ad una applicazione). Dal tappo intelligente al robot che impara, a quello che sa cucinare tremila ricette seguendo la gestualità degli chef. Esempi di innovazione, ricerca e di intelligenza artificiale del futuro, ma che è già realtà.
Così l'ingegnere profetizza che il saldo dei posti di lavoro sarà positivo, ma serviranno sempre più persone alla fine della catena produttiva delle macchine (“Che lavorano sempre, oggi si fatica a trovare un ragazzo per il turno di notte”) e i lavori richiesti cambieranno. Meno manualità e più progettualità. Ma c'è bisogno di una scuola che formi al pensiero analitico, alla logica, al lavoro con l'alternanza scuola e impresa. E con una visione più internazionale. L'ultima frecciatina è per i tanti che non conoscono le lingue: “Meno che parlino mandrogno e più che sappiano l'inglese”.

Emanuel si è un po' perso in una lectio magistralis del ruolo dell'università in generale, del valore  'umano' che ricopre per formare menti e non robot, senza tanto sottolineare cosa fanno d'eccellente i dipartimenti di Alessandria, e dove vuole andate l'UPO in futuro. Una sfida che, a fine del mandato da Rettore, forse non lo appassiona più come sei anni fa. “Giovannini non trova ingegneri? Per legge non possiamo attivare corsi di laurea adeguati se sul territorio c'è un Politecnico...” è la risposta alla richiesta degli industriali di avere professionalità ben precise.

La 'predica' di Fabrizio Palenzona (ipse dixit) il personaggio che in quel contesto non aveva certo bisogno di presentazioni si è soffermata soprattutto sul rapporto uomo-macchina, tra etica e filosofia con contorno di fantascienza: Palenzona ha snocciolato le tre leggi della robotica di Isaac Asìmov (“Con l'accento sulla ì, c'ho la moglie russa”), roba degli Anni '40, ma pur sempre attuale per il banchiere tortonese.
Per non abdicare ai robot e non rinunciare al primato dell'uomo servono regole, che solo i politici possono dare. Gli stessi che però avrebbero voluto ricevere qualche consiglio da lui.
20/03/2018
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