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Alessandria

"La Centrale del Latte deve rimane in mano agli alessandrini... e al Comune"

Questa è la battaglia portata avanti dall'amministrazione comunale di Palazzo Rosso, che grazie al Capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, oggi mette a segno un primo punto con l'approvazione della prima lettura della proposta di legge per "modificare la legge Madia e permettere alle amministrazioni pubbliche di scegliere se mantenere la propria partecipazione all'interno delle società della filiera lattiero-casearia, come per noi la Centrale del Latte"
 ALESSANDRIA - La “battaglia” - in difesa delle quote di Palazzo Rosso nella Centrale del Latte di Alessandria – di Riccardo Molinari, oggi presidente della Lega alla Camera dei Deputati, è iniziata due anni fa, quando era assessore del Comune di Alessandria. E' stato lui stesso a ricordarlo al tavolo insieme al vicesindaco Davide Buzzi Langhi e al presidente della Centrale del Latte, Gian Paolo Coscia dopo l'approvazione nella prima votazione alla Camera della proposta di legge per la “salvaguardia e valorizzazione dell’intero settore lattiero-caseario che punta ad avere benefici effetti anche per quanto riguarda la realtà alessandrina, permettendo il mantenimento da parte delle pubbliche amministrazioni delle loro partecipazioni all'interno di queste società”.

“Ecco cosa ho fatto – spiega Molinari – Sono partito dalla deroga alla legge Madia che era stata concessa alla Centrale del Latte di Brescia da parte del Governo Gentiloni. Se valeva per quella di Brescia, perché non può valere anche per le altre?”. Tra cui quella alessandrina all'interno della quale il Comune detiene il 10,35% delle quote, “con una azione di controllo sulla filiera, sulla qualità del prodotto, ma anche dell'allevamento del bestiame e che ha anche un valore sociale, di tutela dei nostri allevatori” come ha aggiunto il vicesindaco del Comune di Alessandria, Buzzi Langhi, "visto che la cosa importante per noi è che la Centrale resti in mano agli alessandrini!". E ha voluto anche sottolineare un aspetto importante quale "l'ultimo bilancio finalmente in utile". 

L'obiettivo è quindi quello di “poter fare scegliere” alle amministrazioni se restare in queste società con le proprie partecipazioni oppure no. Per chi, come Alessandria, crede fermamente sia necessario continuare a rappresentare un controllo, questa proposta di legge (una volta approvata in via definitiva anche con il passaggio in Senato) permetterà di poter toglie la partecipazione alessandrina dal Piano delle alienazioni del Comune, quindi non mettendo più in vendita le proprie quote.

Più specificamente, dal punto di vista tecnico-normativo, si intende aggiungere un nuovo comma all’art. 4 del decreto legislativo n. 175 del 19 agosto 2016 ‘Testo Unico sulle società partecipate’ che prevede che le disposizioni contenute all’interno dell’art. 4 non si applichino alla costituzione né all’acquisizione o al mantenimento di partecipazioni che hanno come oggetto sociale prevalente la produzione, il trattamento, la lavorazione e l’immissione in commercio del latte e dei prodotti di filiera lattiero-casearia. L’art. 4 del Testo Unico su cui la proposta interviene prevede il divieto per le amministrazioni pubbliche di costituire anche indirettamente società che hanno come oggetto l’attività di produzione di beni e servizi, non strettamente necessari per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, nonché di acquisire o mantenere partecipazioni,anche di minoranza, in queste società.

Finalmente una soluzione ad una “anomalia” come l'ha definita il presidente Coscia. “Per noi il Comune è una sentinella che veglia su controllo e attenzione”. E' da sempre rappresentata l'alta qualità del prodotto nella Centrale del Latte di Alessandria e Asti, secondo la filosofia della “massima qualità con la massima sostenibilità”. Il tutto nell'interesse dei cittadini e della qualità dei prodotti a loro destinati.

Solo ringraziamenti, anche da Riccardo Molinari verso tutte le forze politiche che in Parlamento hanno votato a favore di questa proposta di legge. "Fatta eccezione per il voto di astensione del Partito Democratico, che qui ci ha accusato di volerle vendere le nostre quote della Centrale, quando noi dovevamo fare solo quello che ci diceva una legge fatta da loro (la Madia). E ora che si può fare qualcosa per cambiarla....si astengono". Unica nota di "critica" politica arrivata dal capogruppo alla Camera della Lega. 
5/03/2019
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