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Alessandria

"Non una di meno": si alza il grido contro la violenza sulle donne

In provincia una donna su tre vittima di violenza. Anche Alessandria accoglie la proposta delle donne argentine di costruire uno sciopero globale delle donne per il prossimo 8 marzo. Sabato 4 febbraio un'assemblea pubblica
ALESSANDRIA - "Adesso basta!" è questo il grido che si alza nelle piazze di migliaia di città nel mondo.
In Polonia, in Argentina, in Spagna e in molti altri Paesi sono diversi gli scioperi e le proteste delle donne che si ribellano alla violenza e al femminicidio e lottano per l’autodeterminazione. 
Il 26 novembre 2016 centinaia di migliaia di donne provenienti da tutta Italia hanno attraversato Roma al grido di “Non una di meno” e adesso anche Alessandria qualcosa sta iniziando a muoversi e va affermandosi la consapevolezza di dover affrontare con determinazione e protagonismo la giornata dell’8 Marzo.

Il percorso “Non una di meno” ha accolto la proposta delle donne argentine di costruire uno sciopero globale delle donne per il prossimo 8 marzo, una giornata di sciopero dei generi e dai generi che attraverserà più di venti Paesi nel mondo per ribadire con forza che “se le nostre vite non valgono, allora noi non produciamo!”.
Ed è per discutere insieme i prossimi passi della mobilitazione che sabato 4 febbraio, alle 17.30, si terrà alla Taglieria del Pelo - in Via XX Settembre - un'assemblea pubblica a cui tutte e tutti sono invitati a partecipare.
 
I dati relativi alla violenza sulle donne sono inquietanti anche nella nostra provincia: una donna su tre ha subito violenza fisica, psicologica o sessuale. E, come abbiamo avuto occasione di ricordare più volte, la violenza sessuale e fisica è solo la punta dell’iceberg della violenza che le donne vivono ogni giorno.

"La violenza delle battute sessiste tra gli amici, sul posto di lavoro e in famiglia; - dicono dal coordinamento locale di Non una di meno - la violenza di avere una busta paga sempre e comunque più bassa; la violenza di chi ti vorrebbe a casa con i figli perchè “il tuo posto è quello”; la violenza della prima domanda ad un qualsiasi colloquio di lavoro “hai figli?”; la violenza di un obiettore di coscienza che ti spiega che avere figli è un obbligo a cui non puoi sottrarti; la violenza del partner che pensa che tu sia una sua proprietà e si sente in diritto di controllare i tuoi movimenti e le tue scelte; la violenza del giudizio per il tuo modo di vestire o per le tue scelte sessuali; la violenza della politica istituzionale che strumentalizza le questioni di genere a scopi elettorali e pubblicitari e allo stesso tempo taglia i fondi ai centri antiviolenza dislocati sui territori (quello di Alessandria, Me.Dea, si trova oggi nella condizione di dover chiudere proprio per la mancanza di finanziamenti); la violenza dei media che costruiscono una narrazione stereotipata e distante dalla vita vera, trasformandoci una volta in vittime impotenti e una volta in “poco di buono che se la sono cercata”, vendendo i nostri corpi come pezzi di carne, oggetti sessuali che soddisfino il piacere maschile, calando giudizi sulla nostra integrità morale e sull’accettabilità sociale dei nostri comportamenti".

La violenza riguarda tutt* noi e attraversa ogni aspetto del vivere sociale, controlla e addomestica i corpi e le vite delle donne, spesso senza che neanche ce ne si renda conto. Quello che serve è un cambiamento culturale radicale che parta dalla formazione, dalla scuola, dal linguaggio, dai fondi ai centri antiviolenza, dalla costruzione di reti di solidarietà tra donne che sappiano affermare che nessuna è sola e che se toccano una toccano tutte, perchè non possiamo considerarci libere se non sono libere tutte.
Dovremo essere tant*, ribelli, creativ* e determinat*

Vai alla pagina FB Non una di meno Alessandria

Vai all’evento FB dell’assemblea

[foto tratta da L'Unità]

Il percorso NON UNA DI MENO nasce a Roma dal confronto tra diverse realtà femminili e femministe che da diversi mesi stanno ragionando in merito ad alcune macro aree – il piano legislativo, i CAV e i percorsi di autonomia, l’educazione alle differenze, la libertà di scelta e l’IVG.

Tale percorso è stato promosso da:

Io Decido – Rete Romana – è una rete cittadina aperta, allargata, che negli ultimi tre anni si è mobilitata nelle strade, nei territori, negli ospedali, nelle università e in molti altri luoghi, cercando di strappare piccole conquiste e spazi potenziali di lotta e rivendicazione comuni sul tema della salute, diritto universale per tutt*, contro la violenza di genere e molto altro. Dal 2014 ha coinvolto cav, associazioni sindacali, sportelli antiviolenza, spazi di donne, spazi sociali, collettivi, laboratori d’inchiesta, singole. Tra le altre: Cagne Sciolte, Casa Internazionale delle Donne, Casa delle donne Lucha y Siesta, Centro Donna Dalia, Centro Donna Lisa, Chayn Italia, Cobas Policlinico, Cooperativa Sociale Be Free, Csa Astra, Degender Communia, Freedom For Birth, Infosex-Esc , Lab. Puzzle, Sportello Una stanza tutta per se.

UDI – Unione donne in Italia – nasce come “Unione Donne Italiane” dalla esperienza femminile della Resistenza tra il 1944 e il 1945. È tra le principali protagoniste delle lotte per la conquista di diritti fondamentali per le donne quali il diritto al voto, all’istruzione, al lavoro, ai servizi sociali. Dagli anni settanta il suo percorso si intreccia con la variegata realtà del neofemminismo insieme al quale impone all’agenda politica italiana aspetti cruciali dell’esperienza femminile tra cui l’aborto, la violenza sessuale, i consultori. Nel 2003 cambia la sua denominazione per esteso in “Unione Donne in Italia”. Nelle sue articolazioni nazionali e territoriali interviene, nell’ottica dell’autodeterminazione, in tutte le questioni che riguardano la vita quotidiana delle donne di cui diffonde storia e cultura.

D.i.Re – Donne In Rete contro la violenza – è la prima e unica rete italiana a carattere nazionale di Centri Antiviolenza non istituzionali e gestiti da associazioni di donne. Raccoglie 77 centri antiviolenza e case delle donne che in trenta anni di attività hanno accompagnato e sostenuto migliaia di donne ad uscire dalla violenza e conquistare la libertà.Il nostro obiettivo è costruire percorsi di libertà per le donne.
 
3/02/2017
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