Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Alessandria

Processo Fabbio: per l'ex sindaco "legittime" le soluzioni di Vandone

Due ore di esame per l'ex sindaco Piercarlo Fabbio, nel processo per truffa, abuso d'ufficio e falso in bilancio. I consulenti dell'accusa hanno confermato i rilievi di illegittimità presentati nella perizia. Fabbio: "non sono un tecnico. Non ero in grado di valutare la liceità delle manovre proposte. Le ritenevo corrette, attuabili e legittime"
 ALESSANDRIA - Due ore di esame all'ex sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio, imputato insieme all'ex assessore alle Finanza Luciano Vandone e all'ex ragioniere capo Carlo Alberto Ravazzano nel processo per truffa, falso in bilancio e abuso d'ufficio. Con chi si relazionava l'ex sindaco? Da chi riceveva notizie sulla situazione di “criticità” in cui si trovava l'ente? Era a conoscenza delle “manovre” che l'assessore Vandone voleva adottare per poter rientrare nel Patto di Stabilità 2010? Queste sono solo alcune delle domande rivolte all'imputato dal pm Riccardo Ghio e dallo stesso giudice della commissione esaminatrice Cinzia Perroni. “Mi interfacciavo con l'assessore al bilancio ma in termini generali – ha risposto Fabbio – Mai con gli uffici della ragioneria o con il ragioniere capo di cose specifiche in materia. Non guardavo la gestione finanziaria quotidiana, ma all'obiettivo che si voleva raggiungere che era quello di investire per la città. Insomma a me venivano riferite informazioni di carattere generale che mi servivano per individuare una nuova linea strategica. Questo perché io non sono un tecnico”.

Il nodo del processo sta proprio nelle difficoltà strutturali del Comune, “che non c'era da ieri, ma che avevamo ereditato dalle precedenti gestioni, tanto è vero che qualcuno aveva persino proposto come ipotesi quella di dichiarazione del dissesto, che io non volli seguire” ha spiegato Fabbio. Nel 2010 queste difficoltà hanno avuto una importanza particolare: “Come uscire da questa situazione era compito della giunta – spiega l'avvocato Simonelli, difensore dell'ex sindaco – E la soluzione prospettata dall'assessore alle Finanze Luciano Vandone fu di poter attuare una operazione che facesse slittare impegni di spesa dal bilancio consuntivo del 2010 per riscriverli in quello di previsione del 2011”. Questo è infatti il procedimento ritenuto “illegittimo” dai consulenti dell'accusa, il dottor Carmine Di Russo e la dottoressa Elena Brunetto che hanno confermato i rilievi della perizia, evidenziando come lo slittamento di alcuni capitoli di spesa in sede di rendiconto 2010 non siano stati conformi a quanto prevede il Decreto 267/2000 e siano quindi da considerare illegittimi.

Le procedure, che erano soluzioni prospettate dall'assessore Vandone, sono state ritenute dall'ex sindaco Fabbio – che ha spiegato non essere in grado di valutarne la liceità delle manovre - “corrette, possibili, attuabili e legittime” e utili al fine di evitare l'uscita dal Patto di stabilità che avrebbe messo in crisi il Comune (visto che tra le sanzioni per il mancato rispetto ci sono i minori contributi dallo Stato, l'impossibilità di contrarre mutui, di fare nuove assunzioni). “Ma un po' di attenzione ce la metteva? Stava un po' col fiato sul collo ai suoi?” chiede l'accusa. Incalzato anche dal giudice Perroni: “Ma lei non chiedeva spiegazioni, informazioni? Lei sostiene di non essersi proprio interessato a questi aspetti contabili, con la giustificazione del 'mi fidavo'”. “L'assessore mi diceva che c'erano buone possibilità per raggiungere l'obiettivo del Patto e che si stava lavorando per quello – ha risposto l'ex sindaco – Il mio input agli uffici è sempre stato quello di lavorare nella legittimità. Anche andando a fare maggiori controlli, potevo mai pensare che si stavano facendo slittamenti illegittimi, visto che alcuni di questi scivolamenti sono consentiti per legge?”. “Non mi chiesi come eravamo rientrati, nel Patto ma presi atto con soddisfazione dagli uffici che eravamo rientrati, ritenendo Vandone persona di materia , di cui ci si poteva fidare”.

I due consulenti dell'accusa, nella loro esposizione, hanno spiegato il “modus agendi” che veniva praticato sia sulle voci di entrata che su quelle di spesa e che ha portato ad un “bilancio non veritiero”, come è stato definito: “accertamenti per maggiori entrate e minori impegni di spesa senza provvedimenti formali”. Secondo l'esame dei due consulenti sul rendiconto 2010 si è operato per poter stare nel Patto di stabilità attraverso uno stralcio di 2 milioni 100 mila euro di spese. Nell'analisi di diverse voci, “tutto porta a maggiori entrate e a minori spese”. Questo ha portato a presentare un rendiconto 2010 che aveva un avanzo di amministrazione di 3 milioni, “mentre senza i correttivi apportati dalle manovre messe in atto si sarebbe presentato un disavanzo di amministrazione di 16 milioni”. E i due consulenti Di Russo- Brunetto hanno riportato alcuni esempi sia nelle voci di accertamento d'entrata, sia nelle voci di impegni di spesa: nel primo caso si sono prese come esempio le “infrazioni del codice della strada”. “Non risultano atti formali idonei ad accertare questa entrata”. Le multe non pagate si tramutano quindi in “residui attivi” per i quali si può procedere con una riscossione coattiva, “ma non si possono riscrivere nel bilancio dell'anno successivo, il 2011” come invece è stato fatto, con l'intento di continuare a far “crescere” le entrate dell'ente. “Questo è censurabile?” chiede il pm. “Non è corretto” rispondono i periti. E la stessa procedura è stata rilevata sulle voci di impegni di spesa: anche qui secondo i due consulenti le facevano “sparire”, con il risultato finale di minori spese complessive sul rendiconto 2010, “anche se in realtà c'erano ed erano reali”. In questo caso l'esempio è stato fatto sul fondo per le spedizioni dei verbali delle multe. La parte di queste uscite già liquidate, quindi già pagate, veniva stornata e sostituita con altri provvedimenti: “su tutte le note analizzate – hanno spiegato Di Russo- Brunetto – veniva riportata la scritta, a mano, 'annullata per patto 2010 e rifatta per anno 2011', ovvero le liquidazioni venivano rimesse su competenza dell'anno successivo, ma senza un atto formale di revoca, non firmato dal responsabile del servizio e in molti casi senza che nemmeno ci fossero le condizioni per revocare dei documenti che erano già stati analizzati essendo in fase di liquidazione”.

Infine l'imputato nel corso dell'esame non ha riconosciuto alcuni documenti che sarebbero circolati nella famosa “giunta fantasma”del 29 gennaio: uno di questi riporta la firma, sotto forma di sigla del sindaco stesso. “Si trattava di una nota informativa redatta dagli uffici per la giunta. In giunta non ci è mai arrivata e la mia sigla era sotto forma di 'visto' una sorta di presa d'atto preliminare, apposta quando ancora il documento era in bianco”. L'ex sindaco ha confermato anche di non essere mai stato al corrente di “possibili contrasti” tra la linea amministrativa dell'assessore Vandone e i diversi ragionieri capo che si sono succeduti in quel tempo. Ma sia il teste dell'accusa, Roberto Salvaia (ragioniere capo per 6 mesi da febbraio ad agosto 2009) sia il ragioniere capo Antonello Paolo Zaccone hanno spiegato come non fossero in linea con la strada intrapresa dall'assessore. “Pensavo che la situazione di criticità potesse essere risolta in qualche anno con un cambio di rotta. Ma decisi di lasciare il mio ruolo e di non restare quando capii che questo cambio di rotta non era nelle intenzioni dell'assessore Vandone” ha dichiarato Roberto Salvaia, ultimo teste dell'accusa sentito in udienza. Martedì 8 aprile sarà la volta della parte civile per il Comune di Alessandria, difeso dall'avvocato Giulia Boccassi e dei testi della difesa di Carlo Alberto Ravazzano, difeso dall'avvocato Gastini. 
4/04/2014
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



Maurizio Vandelli in concerto al Festival Contro 2018
Maurizio Vandelli in concerto al Festival Contro 2018
Cristiano De Andr? apre il Festival contro 2018 a Castagnole Lanze
Cristiano De Andr? apre il Festival contro 2018 a Castagnole Lanze
Inaugurazione nuovo show-room Citro?n Grandi Auto
Inaugurazione nuovo show-room Citro?n Grandi Auto
Biodigestore Carentino: il presidio contro il progetto durante la Conferenza dei Servizi
Biodigestore Carentino: il presidio contro il progetto durante la Conferenza dei Servizi
Pattinaggio artistico Aurora
Pattinaggio artistico Aurora
Maurizio Vandelli a Castagnole Lanze per Festival Contro 2018
Maurizio Vandelli a Castagnole Lanze per Festival Contro 2018
-->