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Economia

Torna la fiducia nel mattone ma cambiano i gusti

E' in ripresa il mercato immobiliare in provincia di Alessandria, o almeno sembra. Aumentano le operazioni di acquisto e vendita nel settore immobiliare, anche se i prezzi al momento, restano stabilmente bassi. Cambia la tipologia di casa richiesta: non si cerca più la villa singola, ma si sceglie la casetta semi indipendente o l'appartamento ristrutturato, con grande attenzione al risparmio energetico. A Novi crescono gli affitti grazie al Terzo Valico; ad Ovada tornano i milanesi
PROVINCIA – E' in ripresa il mercato immobiliare in Provincia di Alessandria, o almeno sembra. Aumentano infatti il numero di le operazioni di acquisto e vendita nel settore immobiliare, anche se i prezzi al momento, restano stabilmente bassi. E' quanto emerge dal rapporto semestrale Fiaip, la federazione delle agenzie immobiliari in provincia di Alessandria, relativo all'ultimo periodo del 2015.
“Nelle agenzie tornano a farsi vedere i clienti interessati all'acquisto di immobili come prima casa o come investimento” è il dato rilevato del presidente Franco Repetto.
Non siamo ancora fuori dal tunnel, in cui il mercato era finito dal 2010 al 2014, ma si torna a respirare un po' di ottimismo. Per le agenzie, il cui compenso è rapportato al valore dell'immobile e non al numero di operazioni, si potrà parlare di ripresa solo quando i prezzi torneranno a crescere.
Intanto si sopravvive anche grazie alle locazioni, che in molti casi hanno sostituito gli acquisti.
“Le banche – dice ancora Repetto - sono tornate a fare il loro mestiere, quello di concedere mutui”. Si registra un aumento sia a livello nazionale, sia a quello locale (+74%) anche se gli importi concessi restano modesti, tra i 50 e i 100 mila euro.
Cambia così anche la tipologia di casa richiesta: non si cerca più la villa singola, ma si sceglie la casetta semi indipendente o l'appartamento ristrutturato, con grande attenzione al risparmio energetico. Si predilige la periferia al centro, ma non le case isolate. 
“Noi lo diciamo da tempo – spiega ancora il presidente Fiaip – che chi ne ha la possibilità deve puntare a riqualificare l'immobile, per evitare perdite di valore”.
In tutta la Provincia, infatti, esiste un patrimonio immobiliare “datato”, palazzi anni Sessanta, che stanno progressivamente uscendo dal mercato. Ferme al palo le richieste di permessi di costruire mentre salgono quelle per le ristrutturazioni, anche sedi modesto importo. 
Ritorna di fatto “l'interesse per l'investimento sul mercato immobiliare: molte persone deluse dai rendimenti degli investimenti nei mercati finanziari e coscienti del fatto che i prezzi degli immobili in molti casi si sono in effetti ridimensionati notevolmente rispetto a qualche anno fa, tornano a valutare gli immobili ad uso investimento. In effetti, con i prezzi attualmente sul mercato e la sostanziale tenuta dei canoni di locazione, i tassi di resa possono raggiungere picchi molto interessanti per chi compra una alloggio e lo mette in locazione, specialmente se ricorre ad un contratto a canone concordato che comporta importanti agevolazioni sia per il locatore che per il conduttore”, spiega Repetto.

I prezzi, si diceva, restano al palo: ad ALESSANDRIA in zona piazzetta Lega si va dai 1.400 ai 1.800 a metro quadrato nel nuovo, da 1.400 a 1.800 nell'usato in buono stato, da 900 a 1.400 per immobili da ristrutturare.
La zona più cara è quella di piazza Garibaldi, con prezzi, nel nuovo, che vanno da 2.200 a 2.800 euro a metro quadro. I sobborghi restano i più convenienti con prezzi da 900 euro 1.300 euro a metro quadrato nel nuovo e da 300 a 600 euro per un immobile da ristrutturare.
Forse non solo per una questione di prezzi, si registra una tendenza a scegliere zone periferiche o sobborghi invece del centro sotrico

Nella zona di NOVI a rendere vivace il mercato sono state soprattutto le locazioni da parte degli addetti ai cantieri del Terzo Valico. “Si tratta, in gran parte, di locazioni di appartamenti ammobiliati da persone giunte in zona per lavoro, nei cantieri del Terzo Valico o all'Outlet”, dice Carla Rapa, referente Fiaip per la zona.
Resta il problema, comune a tutti i centri, in verità, di un patrimonio immobiliare datato, dove è difficile ristrutturare quando si tratta di grandi palazzi.
Fa eccezione, ancora una volta, il mercato immobiliare dell'ovadese: “si assiste – dice il referente Laura Tardito - all’acquisto di nuove villette, nei paesi limitrofi ad OVADA, da parte di giovani coppie o l’acquisto di immobili di vario genere a prezzi molto vantaggiosi, in alcuni casi dovuti a necessità finanziarie, fattore questo che influisce negativamente sulle valutazioni e sui prezzi di realizzo”. I prezzi: tra i 1700 euro fino a 2.600 euro al metro quadrato, rispetto ai 1.500 – 2.000 euro di Novi, per la medesima tipologia.
Tornano, ad Ovada, anche i milanesi interessati alle seconde case, attirati dal contesto naturale e dalla relativa vicinanza alla riviera ligure: “In questi ultimi mesi abbiamo assistito all'acquisto di seconde case uso villeggiatura da parte di acquirenti milanesi, assenti da qualche anno, e al rinnovato interesse di persone che sfiduciate negli investimenti bancari, si indirizzano di nuovo al mattone”, precisa Tardito.

Ad ACQUI TERME si parla di una “chiusura in bellezza del 2015” dove le compravendite,secondo Andrea Monti, sono cresciute dell'8 – 10%.

A CASALE gli ultimi mesi del 2015 hanno messo in evidenza che il risveglio del mercato immobiliare va rafforzandosi; i prezzi tarderanno certo a riprendersi, anzi si è assistito a qualche ulteriore
limatura, ma l’infittirsi delle contrattazioni è un dato ormai acquisito.

A TORTONA il mercato immobiliare nel secondo semestre risulta essere in recupero; il semestre si è chiuso con una tendenza al miglioramento e all’ottimismo. Si sono registrate percentuali in aumento delle compravendite.
Il settore residenziale ha presentato un discreto aumento dei volumi, grazie anche alla conseguenza
benefica del nuovo regime di tassazione delle imposte ipotecaria e catastale.
Il sistema bancario, prima più rigido, sembra ora assecondare una sempre più tendenziale richiesta
all’ottenimento di mutui acquisto prima casa.

A VALENZA, nel secondo semestre 2015 ,o più precisamente nei primi 5 mesi del semestre, abbiamo assistito ad una discreta vivacità per quanto riguarda le richieste di immobili medio-piccoli ,grazie all’ulteriore ribasso dei prezzi degli immobili datati. Decisamente più difficile oggi proporre immobili a cifre importanti, in quanto oggi regnano incertezza ,timore, sfiducia, il che porta sicuramente a rimandare scelte impegnative. Inoltre assistiamo ad un’alternanza di periodi in cui l’interesse nei confronti del mercato immobiliare sembra confermare una certa ripresa e di altri in cui si rileva un preoccupante disinteresse .
Si riscontra un aumento di richieste di laboratori orafi di grande dimensione e di qualità mentre quelli più piccoli e che non sono stati adeguati alle nuove normative si svuotano e difficilmente troveranno una ricollocazione nel mercato .

Da qualche anno è attivo anche un osservatorio sul MERCATO INDUSTRIALE-ARTIGIANALE.
“Il secondo semestre ha in parte confermato la tendenza ad un miglioramento, consentendo di archiviare un anno, magari non brillantissimo, ma che ha permesso al settore di riprendere un po’ di fiato. - dice Mauro Ravera - I prezzi sempre estremamente convenienti, ma tendenti ora alla stabilità, uniti alla grande scelta di prodotti sul mercato, invogliano le aziende dotate di disponibilità economica, ad investire in nuove strutture produttive.
Purtroppo il Pubblico Amministratore tende a caricare di oneri e costi chi promuove un investimento immobiliare visto che “dall’operazione ricaverà un beneficio” e quindi chiede salatissimi oneri di urbanizzazione, condiziona permessi all’obbligo di realizzare opere pubbliche (talvolta di dubbia utilità) che il Pubblico non riesce a fare per cronica mancanza di fondi e così via.
Quel che è peggio è che nessuno potrà mai quantificare l’infinità di occasioni di sviluppo perse per questi motivi.
Soprattutto per incentivare il riuso di aree occupate da strutture obsolete, visto che già sono urbanizzate, si dovrebbe eliminare o ridurre all’osso gli oneri di urbanizzazione e “socializzare “ qualche costo, riducendo drasticamente i costi di demolizioni, smaltimento e bonifica, magari utilizzando la leva fiscale. Si può fare, basta volerlo”.

Riprende anche il mercato estero, secondo Luca Traverso, che lancia un parallelismo con la Spagna: se tanto mi da tanto, anche gli italiani potrebbero tornare a breve ad investire sul mattone.
12/02/2016
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