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Casa

La Fiaip scrive a Enrico Letta

L'obiettivo della lettera inviata dal presidente Paolo Righi è quello di scongiurare l'approvazione di un emendamento al decreto Imu che, "se approvato, innalzerebbe l'aliquota massima della Tasi sulle abitazioni ed un ulteriore aggravio delle imposte sulla casa"
CASA - Questo il testo integrale della lettera che il Presidente della Fiaip, Paolo Righi, ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, per scongiurare l’approvazione di un emendamento al decreto Imu che, "se approvato, innalzerebbe l'aliquota massima della Tasi sulle abitazioni ed un ulteriore aggravio delle imposte sulla casa ai danni dell’ottanta percento degli italiani, proprietari di casa".
Al Presidente del Consiglio dei Ministri on. Enrico Letta, Ill.mo Presidente, Fiaip ha appoggiato le politiche del Suo Governo fino a quando esse sono state in linea con i dettati del Suo discorso di insediamento alle Camere. Al momento del Suo ingresso, tutti noi abbiamo guardato con fiducia e speranza al futuro del nostro Paese, ritenendo che un Governo di larghe intese avrebbe avuto la possibilità di lottare e sconfiggere il mostro della spesa pubblica. L’abbattimento della spesa, come lei sa, è l’unica via che può condurre all’abbassamento della pressione fiscale e quindi ridare fiato alle famiglie e alle imprese.Abbiamo mal digerito i contenuti della Legge di Stabilità e comprendiamo che questa era l’unica “Legge possibile”, ma lo era perché il Suo Governo non ha avuto coraggio, quel coraggio che invece abbiamo noi cittadini, operai, imprenditori e professionisti nel lottare tutti i giorni contro una crisi che sta erodendo la nostra fiducia nel Suo esecutivo e quindi nel Paese.Domani nell’Aula del Senato il Sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, presenterà un emendamento volto a dare la possibilità ai Comuni di innalzare di un punto le tasse sulla casa. La scusa accampata dal Sottosegretario per sostenere la bontà dell’emendamento è quella di voler aiutare le fasce più deboli, non rendendosi però conto che nel Paese reale, oramai, la maggioranza dei cittadini e dei proprietari di casa fa parte di questa schiera.Inutile elencare dati che Lei conosce benissimo e che rendono inoppugnabile quanto Le ho scritto.Presidente, non si arrenda al partito trasversale della spesa pubblica, non si arrenda all’insipienza e all’arroganza di una politica che non riesce a contenere le spese di bilancio di Regioni e Comuni, che sono l’unico modo che molti politici hanno per acquisire consenso.Il settore dell’immobiliare in pochi anni ha perso 750.000 posti di lavoro, i fallimenti delle imprese edili continuano a crescere giornalmente e la pressione fiscale sugli immobili è ormai arrivata a toccare i 50 miliardi, nel contempo il numero delle compravendite è passato da 850 mila a 410 mila.Mantenga quanto promesso nel Suo discorso di insediamento e metta al centro della politica del Governo il settore immobiliare che, storicamente, è l’unico che può trainare l’Italia fuori dalla crisi.Spieghi ai Comuni e alle Regioni che la festa è finita e che i bilanci si fanno con le somme a disposizione, così come fanno ogni giorno i Cittadini Italiani e così facendo riacquisterà la nostra fiducia. 
9/01/2014
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