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Tortona

Braccianti Lazzaro: sfratti rinviati

E' stata per il momento sospesa l'esecutività dell'ingiunzione di sfratto dei braccianti licenziati dall'azienda agricola Bruno Lazzaro: termini rinviati al 19 novembre
 CASTELNUOVO SCRIVIA - E' stata per il momento sospesa l'esecutività dell'ingiunzione di sfratto dei braccianti licenziati dall'azienda agricola Bruno Lazzaro di Castelnuovo Scrivia dopo la loro denuncia sulle condizioni di sfruttamento in cui l'anno scorso operavano. Ieri mattina alle 10 era fissata l'esecutività, poi da parte dei padroni di casa c'è stata la disponibilità a una proroga e il temrine è ora fissato al prossimo 19 novembre.  Sul tema si è attivato il presidio permanente che da oltre un anno solidarizza e cerca di aiutare concretamente i braccianti.

“Il padrone dell'alloggio ha ieri improvvisamente comunicato la disponibilità a un accordo, un mutamento improvviso a fronte della netta chiusura riscontrata finora. Riteniamo che il rinvio dello sfratto avvenga anche grazie alle nostre pressioni, come presidio composto dai lavoratori ex Lazzaro e dai solidali, ed infatti per oggi avevamo organizzato e preannunciato un picchetto antisfratto. Ma sappiamo anche che alla base della decisione può esserci il tentativo di fare cadere nell'oblio la vicenda Lazzaro, lo sfruttamento dei migranti nell'agricoltura è tuttora una questione molto calda. Il 19 novembre saremo in viale Scrivia e, a seguire, ovunque ve ne sarà bisogno. Faremo in modo che nessuno resti per strada; in più vigiliamo con i nostri avvocati sullo stato delle indagini e delle vertenze, sul rinnovo dei permessi di soggiorno, sosteniamo con i fondi della Cassa di Resistenza le spese legali e le emergenze per chi non lavora in modo continuativo, poiché i braccianti ex Lazzaro che lavorano contribuiscono ad aiutare i loro compagni che non stanno lavorando, in un clima di mutuo aiuto che la nostra società sta dimenticando. Andremo fino in fondo, fino a quando ai lavoratori non verrà corrisposto ciò che loro spetta e non verrà sanzionato chi li ha sfruttati. Buona parte del sistema agricolo si regge sullo sfruttamento dei migranti, clandestini e non, perchè protetto da connivenze istituzionali e capillari”.
28/09/2013
Stefano Brocchetti - redazione@tortonaonline.net
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