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Ovada

Le 72 ore che hanno chiarito il "giallo di Capodanno"

Da ieri in carcere Aurela Perhati, 24 anni, accusata di aver ucciso Massimo Garitta. Forse un tentativo di violenza, la fuga dopo averlo travolto
 OVADA - Avrebbe tentato di violentarla e lei, sotto choc, lo ha fatto scendere dell'auto. “Ho sentito l'urto, ma non avevo intenzione di ucciderlo”. E' quanto avrebbe raccontato Aurela Perhati, la ragazza 24enne residente ad Ovada, in carcere da venerdì mattina sospettata dell'omicidio di Capodanno di Massimo Garitta, 53 anni. La ragazza, fermata nella notte tra giovedì e venerdì, ha risposto alle domande dei carabinieri durante l'interrogatorio, durato oltre cinque ore, davanti al pubblico ministero Eleonora Guerra e al suo avvocato, Luca Amerio. Ad “incastrarla” è stata una sequenza alfanumerica rimasta impressa sulla giacca del Garitta, investito dalla Lancia Y della ragazza. Il numero di matricola della marmitta è stata ricondotta, dopo una serrata indagine, a quella della famiglia di lei. Ci sono anche alcune testimonianze e le immagini delle telecamere, che hanno filmato l'auto dirigersi verso il campo isolato, tra la linea ferroviaria e la strada provinciale del Turchino.
Per quella tentata violenza, Aurela era spaventata, ha fatto scendere l'uomo dall'auto ed ha fatto manovra, per andarsene, secondo quanto riferito. Lui, quando è stato ritrovato nel primo pomeriggio del 1° gennaio, aveva ancora i pantaloni calati. Se ci fu una colluttazione nell'auto, sotto sequestro, lo appureranno gli accertamenti ancora in corso. Ma, se la ricostruzione delle giovane donna è risultata “frammentaria” in alcune parti, su un punto la difesa è certa: lui tentò di abusare della giovane. Resta tuttavia da capire perché lei, nel tardo pomeriggio del 31 dicembre, lo avrebbe fatto salire sull'auto e, insieme, si sarebbero diretti in quel campo lontano da occhi indiscreti.  
La notizia in città è stata accolta come un grande choc, di tutte le svolte possibili, le notizie ufficializzate nella giornata di ieri rappresentano il più incredibile degli scenari. Una ragazza squisita Aurela Perhati, secondo la descrizione che i tanti conoscenti ne fanno, figlia di una famiglia irreprensibile.
 Papà Edison, mamma Rajmonda arrivati dall'Albania 22 anni fa, la sorella Stephanie e un fratello più piccolo. La famiglia vive nel centro storico, in via San Paolo. Le medie all'istituto Madri Pie e un breve periodo al liceo psicopedagocico. Fino a qualche mese fa un lavoro da commessa all'Outlet presso la boutique di Tod's. Chi la conosce la descrive come una ragazza schiva. 

5/01/2019
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