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Cronaca

Repetto condannato per corruzione e peculato, dovrà scontare 5 anni e mezzo

L'ex amministratore di Amag Lorenzo Repetto è stato condannato in primo grado dal tribunale di Alessandria a 5 anni e 6 mesi per corruzione e peculato. Assolto invece dall'accusa di smaltimento illecito dei rifiuti
CRONACA - Condannato a tre anni di carcere per peculato e 2 anni e 6 mesi per corruzione. Assolto, invece dall'accusa di smaltimento illeciti di rifiuti. E' arrivata dopo quasi nove anni di iter giudiziario la condanna per Lorenzo Repetto (nella foto), ex amministratore di Amag,  ex sindaco di Castelletto d'Orba e attuale coordinatore del Pdl dell'Ovadese. Un “procedimento complicato”, sospeso per cinque volte - come ha evidenziato lo stesso pubblico ministero Riccardo Ghio - e arrivato a sentenza solo ieri, per fatti risalenti al 2008. 

A Repetto, difeso da Luca Gastini, erano contestati i reati di corruzione e peculato, per vicende diverse, riunificate in un unico procedimento. Alcuni dei reati si sono nel frattempo prescritti, altri imputati avevano scelto riti diversi, come l'abbreviato, arrivati già davanti alla corte d'Appello, le cui decisioni sono state aggiunte agli atti del processo alessandrino. 

Seguendo l'ordine dato dal pubblico ministero Riccardo Ghio, l'accusa di corruzione (per la quale il pm ha chiesto condanna a 3 anni, richiesta accolta) è relativa all'approvazione di una variante al piano regolatore del comune di Sezzadio per l'aumento di cubatura di un'area industriale, acquistata da Euroservice, società partecipata da Repetto. La maggioranza dell'epoca sembrava essere divisa sull'opportunità di ampliare l'area in località Saracina, non essendo dotata di opere di urbanizzazione primaria. L'alternativa valutata era un'area lungo la strada provinciale, verso Predosa. Secondo l'accusa, Repetto avrebbe stretto una sorta di patto con un consigleare di minoranza Andrea Angeleri: un avanzamento di carriera in Amiu, dove già lavorava Angeleri, in cambio di un “sì” alla variante. In realtà la variante non passo in consiglio comunale in prima battuta. Angeleri si astenne. Venne riproposta qualche mese più tardi, grazie ad una “macchinazione” (così l'ha definita il Pm) di Repetto che interpellò un conoscente, titolare di una società di costruzioni di prefabbricati, per chiedere che manifestasse l'interesse ad acquisire l'area per produrre manufatti. Passaggi verbali registrati dalle intercettazione dei carabinieri. A quel punto, visto il presunto interesse dell'imprenditore, la variante venne approvata. L'azienda non avviò mai l'attività produttiva. Il difensore di Repetto ha però evidenziato come la delibera venne approvata con sette voti e tre contrari e che il voto di Angeleri non risultò determinante.

L'accusa di peculato (2 anni e 6 mesi di reclusione è stata la richiesta di Riccardo Ghio), riguarda il pagamento da parte del Consorzio Depurazione Valli Orba, di cui Repetto era presidente, di una contravvenzione in materia ambientale. Repetto era stato infatti condannato per reati penali ma aveva chiesto l'oblazione della pena, ossia la trasformazione della pena detentiva in pena pecuniaria. La ottenne e la somma fissata era di 6.522 euro. Essendo la responsabilità penale individuale, Repetto avrebbe dovuto pagare di tasca propria, ma a versare il denaro fu invece in Consorzio. La determina,tuttavia, venne firmata dal dirigente che, ha riferito in aula, si attenne alle disposizioni del presidente.

Per lo smaltimento illecito di rifiuti (pena richiesta 1 anno), assolto,  Repetto era accusato di aver fatto smaltire i detriti derivanti dall'abbattimento dell'ex sede della centrale del Latte in due siti collocati una all'interno dell'area del depuratore Orti e l'altra nelle immediate vicinanze. Secondo l'indagine condotta dai Noe, si trattava di 8 milioni di metri cubi e di un numero “minimo” di 20 camion, scaricati a ridosso del fiume. Numeri contestati dagli avvocati di difesa (“avrebbero dovuto abbattere un palazzo di sette piani”, ha rilevato l'avocato Marengo, che difende Castelletti. Insieme a Repetto, sotto processo ci erano finiti anche autotrasportatori.

20/07/2017
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