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Economia e Lavoro

Lavoratori Interporto di Rivalta sotto la Prefettura: "la battaglia continua"

Nella giornata di ieri quarto sciopero per i lavoratori della Katoen Natie dell'Interporto di Rivalta, che si è trasformato in un presidio sotto la Prefettura "nell'attesa di un nuovo incontro e della accettazione di richiesta di apertura di un tavolo, finora negato" spiega il sindacato Cobas. "Ma la battaglia continua"
 ECONOMIA E LAVORO - “La battaglia continua” per i lavoratori della Katoen Natie dell'Interporto di Rivalta guidati nella protesta che va avanti ormai da molte settimane guidata dal Cobas. Nella mattinata di ieri, martedì 21 giugno, nuovo presidio sotto il palazzo della Prefettura in attesa di un incontro con il Prefetto, “che non c'è stato”. Dai piani alti è arrivata la comunicazione di “un possibile incontro da programmare nelle prossime settimane”.

Una protesta che è arrivata al quarto sciopero: “iniziato davanti ai cancelli dell'Interporto dove c'era già uno schieramento di Forze dell'Ordine, che ci hanno portato allora a farci sentire da vicino, sotto la Prefettura”. Quello che viene richiesto è “l'apertura di un tavolo”, finora negato dalla cooperativa e dalla stessa Katoen Natie. “Una lavata di mani da parte di tutti, come a dire prendere o lasciare le condizioni imposte dal nuovo appalto a nuova cooperativa, firmato da Cgil, Cisl e Uil”.

Ed è proprio questo accordo che viene contestato, perché è in realtà un “ricatto occupazionale” spiegano i rappresentanti dei lavoratori. Vengono derogati tutti gli aspetti a favore dei dipendenti del contratto collettivo (a tutele crescenti secondo il Jobs Act), in primis l'anzianità che per alcuni di loro arriva a 10-15 anni. E poi “da maggio niente più malattia pagata al 100% , mentre gli straordinari vengono pagati ogni 6 mesi”. E senza tener presente che per alcuni lavoratori già in cassa integrazione non arrivano soldi da gennaio, da diversi mesi.

E poi c'è il rischio esuberi (da ottobre) già annunciato: circa 90 dipendenti. Una delle questioni già impugnate dal Cobas è quella legata alla firma di un “tombale” rispetto agli arretrati, “che per alcuni lavoratori arriva a valere anche 20 mila euro”, con la quale si arriverebbe ad un accordo in netta riduzione. Ovvero si era chiesto ai lavoratori di rinunciare a quelle cifre: “dalla forza lavoro un netto no”. Così l'unico incontro fulmineo avuto in Prefettura non aveva portato a nulla....e ora si attende che qualcuno faccia un passo indietro e qualcun altro un passo avanti....
22/06/2016
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