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Provincia

Dopo siccità e caprioli, la speranza è valorizzare il made in Italy

In un settore particolarmente 'tradizionale' come l'agricoltura, la parola 'cambiamento' può essere destabilizzante. CIA ci crede per il made in Italy. Ma il 2017 verrà ricordato per siccità e gelate tardive, dai danni agli ungulati e dalla mancanza di 'dialogo politico'
ALESSANDRIA - Dall'annata disastrosa del miele, a quella in ripresa della zootecnia, il 2017 verrà ricordato dagli agricoltori per il tempo incerto che colpito molti settori.

Gelate e siccità hanno condizionato molto il redditizio settore vitivinicolo e fatto calare la produzione corilicola (nocciole) – altra coltura che in provincia di Alessandria sta conoscendo un nuovo rinascimento – almeno del 40%.

CIA traccia così un bilancio dell'anno che sta per concludersi che tutto sommato non sarebbe andato male per la qualità dei prodotti agricoli, ma che per alluvioni grandine, gelate tardive e assenza totale di precipitazioni hanno creato molte preoccupazioni tra i contadini.

La parola d'ordine per i prossimi anni sarà 'cambiamento'. Lo assicura il presidente provinciale Gian Piero Ameglio: “La provincia di Alessandria giocherà un ruolo sempre più importante per la valorizzazione del made in Italy”. Speranza e obiettivi, dal momento che le eccellenze non mancano. Quello che non c'è è un interlocutore politico con cui dialogare quotidianamente. Con il declassamento delle Province non si sa con chi parlare, lamenta il direttore Carlo Ricagni. “Ci sentiamo abbastanza soli, per esempio per i danni da ungulati. La Regione è lenta nei bandi del Piano di Sviluppo Rurale, la burocrazia non ci aiuta. E non abbiamo un politico alessandrino nella Giunta Chiamparino”.

I danni causati da caprioli e cinghiali rappresentano una ferita aperta per il mondo agricolo, letteralmente devastato da questi animali. “400 mila euro i danni calcolati. L'anno recedente erano 150 mila. Tra ungulati e gelo, alcune aziende non guadagneranno nulla. Chiediamo solo un piano di contenimento”.

La politica di cambiamento e innovazione per CIA passa anche attraverso a collaborazioni con l'Università del Piemonte Orientale per “ragionare sull'impatto economico del paesaggio rurale”. Sono allo studio progetti di sviluppo economico per le zone marginali alessandrine.

CIA ha infine rinnovato i presidenti di zona: Massimo Ponta – Alessandria, Daniela Ferrando – Acqui Terme, Giuseppe Lomanto – Casale M., Domenico Biglieri – Novi L., Paola Finetti – Tortona, Alvio Pestarino – Ovada.
20/12/2017
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