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Provincia

L’edilizia può ripartire dalle 'periferie' e dal terzo valico

Il Collegio Costruttori rinnova i vertici: Paolo Valvassore è il nuovo presidente di Ance Alessandria. Fra le prime azioni, il sostegno alla riqualificazione con il progetto per il recupero delle zone periferiche dei capoluoghi di provincia. La dotazione finanziaria massima potrebbe arrivare a quasi venti milioni
 PROVINCIA - Nuovo presidente, vecchi problemi, sfide rilanciate con identico vigore e competenza. A partire dai lavori del terzo valico ferroviario rispetto ai quali “ci sono ancora poche ricadute sul territorio alessandrino” e fino agli investimenti per la riqualificazione urbana.
Il Collegio Costruttori – Ance (Associazione nazionale costruttori edili) di Alessandria ha rinnovato le cariche per il triennio 2016 – 2019 durante l’assemblea privata della scorsa settimana (quella pubblica si svolgerà come tradizione nella prima decade di settembre) e ha eletto Paolo Valvassore alla presidenza provinciale. Classe 1954, sposato, due figli, residente a Serravalle Scrivia, Valvassore è amministratore delegato della società Interstrade Spa (120 milioni di fatturato all’anno) che appartiene al Gruppo Gavio e subentra a Roberto Mutti che era a fine mandato. Valvassore, che detiene anche la delega alle relazioni industriali, è affiancato da due vicepresidenti: Valeria Emanuelli (impresa Emanuelli Srl, Quargnento) con delega alle opere pubbliche, è anche presidente del Gruppo Giovani Costruttori, e Sergio Sassone (impresa Sassone Srl di Casale Monferrato) con delega all’Edilizia. Il Tesoriere è Gino Boggeri (impresa Boggeri Spa, Arquata Scrivia). Il nuovo presidente, manager esperto nel settore delle costruzioni, è stato nominato membro del Comitato di presidenza di Ance nazionale e ha ricoperto la carica, nell’ultimo mandato, di vicepresidente di Ance Alessandria con la delega per le opere pubbliche. Il Consiglio direttivo del Collegio Costruttori è composto da Riccardo Bocchio (Zucchetto Srl di Alessandria), Nino Boido (Firmitas Srl di Casale), Gianluigi Capra (Capra Spa di Alessandria), Marco Ferrari (Lerta & C Srl di Fabbrica Curone), Alberto Ivaldi (Alpe Strade Srl di Melazzo), Paola Lanza (Cesa di Lanza Paola & C Sas di Ovada), Roberto Mutti (Mutti Costruzioni Srl di Tortona), Giancarlo Muzio (Portalupi Carlo Spa di Ticineto).

Il presidente di Ance Alessandria raccoglie il testimone in una fase sempre molto difficile e non si tira indietro nel formulare una analisi con i piedi per terra e all’insegna della massima concretezza. “La situazione provinciale delle imprese del settore – dice – non consente di evidenziare significativi segnali tali da essere qualificati come sintomo di una ripresa strutturale e progressiva”. Continua lo sfaldamento del tessuto fatto di aziende a gestione familiare e organizzato in microstrutture e la salvaguarda del patrimonio di piccole e medie imprese del settore può passare solo attraverso interventi nazionali finanziari e normativi, senza “creare contrapposizioni tra i reciproci interessi con le imprese più grandi, ma dando vita con esse – sono sempre parole di Valvassore – a nuove sinergie produttive al fine di generare un costruttivo futuro per l’intero settore”. Una riflessione non casuale e che va letta anche alla luce della scelta associativa di affidare la massima carica dell’Ance provinciale a un manager di una società che appartiene a uno dei più grandi gruppi del settore. “Metto al servizio di tutto il sistema locale la mia esperienza perché – precisa Paolo Valvassore – abbiamo ben presente il quadro economico e sociale in cui ancora oggi stenta decollare il nostro settore. È in questo quadro che dobbiamo muoverci, anche abbastanza rapidamente, e così intendiamo fare”.

Riqualificazione urbana e cantieri del terzo valico ferroviario sono i primi punti all’ordine del giorno. La “ripresina” che nei primi mesi del 2016 è stata registrata nel monte salari della Cassa Edile è stata di poco superiore a cinquanta milioni di ore lavorate (più sette per cento rispetto all’esercizio precedente; aveva toccato i 76 milioni nel 2008, ndr) ed è la conseguenza diretta dei lavori per la grande opera. Ma certo non basta perché “le ricadute sul territorio sono ancora troppo poche. Ben vengano le richieste di incontro e confronto come quelle annunciate dal Comune di Alessandria, però non basta”. Paolo Valvassore e Luigi Tosi, direttore di Ance Alessandria, parlano chiaro: “In Liguria le cose vanno diversamente anche per il differente livello della classe politica”. Il riferimento è a tutti i livelli, da quella locale a quella regionale. Le intese tra le parti sociali, i protocolli di intesa, gli atti sono pressoché identici nell’alessandrino come nel genovese, ma il supporto e l’azione delle amministrazioni locali è stato molto diverso come dimostra anche il fatto che quasi tutte le imprese che lavorano al terzo valico siano iscritte alla Cassa Edile di Genova, mentre chi opera nel Basso Piemonte dovrebbe esserlo in quella alessandrina.

Il fronte della riqualificazione urbana è quello da cui potrebbero arrivare gli stimoli più robusti e diffusi di ripresa. L’Ance nazionale si sta attivando per mettere a punto uno snellimento delle procedure per le ristrutturazioni e i miglioramenti energetici degli edifici e una revisione del quadro legislativo potrebbe favore un risveglio dell’interesse del sistema creditizio. “Stiamo anche lavorando a specifiche proposte sul piano fiscale e normativo per favorire interventi di recupero e ristrutturazione delle case” aggiunge Valvassore.

Una svolta, nuova, potrebbe arrivare dalla approvazione del bando con il quale sono definite modalità e procedura di presentazione dei progetti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei Comuni capoluogo di provincia. Anche Alessandria può cogliere una opportunità che si traduce in una potenziale dotazione finanziaria di quasi venti milioni di euro. Il bando nazionale, ha una dotazione finanziaria da cinquecento milioni di euro per il recupero delle periferie, scade a fine agosto ed è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2016. Alessandria è nelle condizioni di progettare un intervento, ovviamente capace di stimolare investimenti privati che rappresentano il tassello essenziale per essere accolto, in quanto ai fini del bando, sono considerate ‘periferie’ le aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi. Sono previste diverse tipologie di azioni, da attuarsi “senza ulteriore consumo di suolo” e rivolte “al miglioramento della qualità del decoro urbano”: manutenzione e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e strutture edilizie esistenti; accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana; potenziamento di prestazioni e servizi a scala urbana; mobilità sostenibile e adeguamento di infrastrutture destinate a servizi sociali, culturali, educativi e didattici. Gli scenari potenziali nel capoluogo sono diversi, ma sembra vi sia una particolare attenzione all’asse che dalla Cittadella punta a Spinetta Marengo.
21/06/2016
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