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Lavoro

La marcia degli 800 contro i licenziamenti

Circa 800 lavoratori hanno manifestato ieri a Tortona per chiedere al parlamento italiano di rivedere la legge, in corso di discussione alla Camera, sugli appalti, dopo l'allarme lanciato dal gruppo Gavio che minaccia oltre duemila licenziamenti. Lunedì incontro convocato dal Prefetto
TORTONA -  Circa 800 lavoratori hanno manifestato ieri a Tortona per chiedere al parlamento italiano di rivedere la legge, in corso di discussione alla Camera, sugli appalti, dopo l'allarme lanciato dal gruppo Gavio che minaccia oltre duemila licenziamenti. Ad indire lo sciopero e la manifestazione sono stati i segretari di categoria degli edili di Cgil, Cisl e Uil, insieme alla confederazioni. Il corteo ha preso le mosse dal casello autostradale di Tortona e si è diretto verso la sede del municipio dove una delegazione è stata ricevuta dal sindaco Giancarlo Bardone.
Gli organizzatori parlano di “una grande adesione allo sciopero, non solo dei lavoratori del gruppo Gavio. Non era nostro intento creare disagio, anche se l'autostrada è rimasta bloccata per qualche minuto, provocando code, bensì porre all'attenzione della politica le carenze di una legge di per sé apprezzabile”, spiega il segretario provinciale di Fillea Cgil Massimo Cogliandro.
Due i punti su cui i sindacati chiedono una modifica: l'estensione della clausola sociale di salvaguardia in caso di cambio di ditta committente anche nel settore autostradale e la possibilità di mantenere una quota di affido diretto. La legge prevede infatti che, entro un anno dall'approvazione, tutti gli appalti pubblici, compresi quelli per la gestione e la manutenzione delle autostrade, siano messe a gara europea. “La stessa norma europea alla quale l'Italia si deve adeguare prevede gare per la gestione ma permette una percentuale di affido diretto per i lavori di manutenzione”, continua il sindacalista.
Dopo la manifestazione, i delegati sindacali sono stati ricevuti dal prefetto di Alessandria Romilda Tafuri.
Il Prefetto, dopo aver ascoltato i sindacati e compreso le loro preoccupazioni per la ricaduta occupazionale e sociale sul territorio, come rappresentante del Governo si impegna a contattare personalmente tutte le Istituzioni e i rappresentanti politici del territorio, affinché tutti possano prendere parte al confronto regionale e territoriale con i parlamentari piemontesi sulla Legge Appalti e concessioni autostradali, fissato per lunedì 3 agosto”, riportano i sindacati Cgil, Cisl e Uil unitariamente.
“Continuerò a seguire e monitorare, per quanto è nelle mie pregorative, su questa vicenda – ha dichiarato il Sindaco Bardone - perché le conseguenze negative che potrebbero derivare dall’approvazione dell’attuale testo, senza le modifiche richieste, in termini di occupazione per una Città della dimensioni di Tortona e per tutto il circondario è spaventoso. Ho apprezzato la condivisione di intenti e la partecipazione di esponenti di diverse posizioni politiche a dimostrazione che questo problema è fortemente sentito da chi ha veramente a cuore il territorio Tortonese”.

"Lancio un appello al presidente Chiamparino affinché si muova nella Conferenza Stato-Regioni per ottenere sia l’estensione della clausola sociale anche ai lavoratori del comparto autostradale sia una proroga ai concessionari di almeno dodici mesi, per dare modo a tutti di organizzarsi per recepire gli effetti della nuova normativa" ha detto il consigliere regionale di Forza Italia, Massimo Berutti, che ha partecipato alla manifestazione e all’incontro nel Comune di Tortona con i lavoratori del Gruppo Gavio.
Spiega l’azzurro: "La Regione ha il dovere di scendere in campo accanto ai lavoratori del comparto autostrade per difendere i loro diritti. Credo che sia quantomeno peculiare che il Governo consideri blindata la legge di riforma sugli appalti pubblici. Non esistono lavoratori di serie A o di serie B. La clausola sociale va allargata anche a questo comparto per difendere migliaia di famiglie che rischiano di perdere la propria fonte di reddito dalla mattina alla sera".
Conclude Berutti: “La Commissione Europea ha più volte indicato possibili clausole sociali a disposizione delle pubbliche amministrazioni allo scopo di indirizzare gli operatori verso comportamenti responsabili dal punto di vista delle ricadute sociali. Si pensi alle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE. Insomma il Governo italiano vuole entrare in contenzioso e magari fra qualche anno trovarsi a dover pagare multe salatissime, dopo essersi sobbarcato i costi sociali derivanti dalle proprie scelte miopi? Credo che sia necessario aprire un tavolo di confronto e infatti ho presentato un ordine del giorno al Consiglio regionale affinché si affronti il problema in tempi celeri dando pieno mandato al presidente Chiamparino di farsi portavoce della preoccupazione dei lavoratori interessati da questo provvedimento”.
24/07/2015
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