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Scuola

Sciopero delle "maestre senza laurea" dopo la sentenza del Consiglio di Stato

Sciopero delle maestre delle scuole materne ed elementari nel primo giorno di rientro, 8 gennaio, dopo le vacanze natalizie, per la sentenza del Consiglio di Stato che mette a rischio il posto di quegli insegnanti diplomati prima del 2002. Intanto i sindacati hanno aperto il confronto con il Miur: "una soluzione politica che ricomponga i diritti di tutti"
 SCUOLA - Un rientro a scuola, dopo la lunga pausa delle festività natalizie, ma non per tutti. Nella giornata di oggi, 8 gennaio, è stato indetto da alcune sigle lo sciopero delle maestre di scuola materna ed elementare. Coloro che in questi giorni sono state definite le “maestre senza laurea” per le quali l'anno nuovo non è iniziato nel migliore dei modi, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che mette a rischio il posto di ruolo di coloro che si sono diplomate prima del 2002 e che hanno quindi il diploma come attestazione di studio.

In provincia il personale docente coinvolto è di circa 500 insegnanti che potrebbero essere cancellati dall’organico e persino rimandati nelle graduatorie anche se già di ruolo. Il Consiglio di Stato ha infatti deciso che il diploma magistrale non permette, da solo, di insegnare negli asili e nelle elementari. Per farlo è necessario avere la laurea e la scuola di specializzazione. Una decisione, questa del Consiglio di Stato, che ha messo subito in allarme i sindacati che sono già pronti a dare battaglia e che si sono subito attivati ad un confronto con il Ministero della Pubblica Istruzione (il Miur) per arrivare ad una “soluzione politica che ricomponga i diritti di tutti”.

Perché ora le problematiche, dopo anni di lotta per ottenere l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento, diventano davvero molte e complicate da gestire: si tratta di graduatorie a esaurimento, gestite dal vecchio provveditorato, attraverso le quali si accede alle supplenze oppure al ruolo. Si chiamano a esaurimento perché nel 2006 sono state chiuse e chi si è diplomato dopo non ha più potuto accedere. I sindacati si sono impegnati per chiedere che i diplomati magistrali, siccome in possesso di titolo abilitante riconosciuto come tale nel 2014 dallo Strato, venissero inseriti in quelle graduatorie. Sono entrati tutti, con riserva, in attesa del giudizio di merito del Consiglio di Stato. Che ora con sorpresa di tutti dopo aver definito “abilitante” il titolo magistrale, lo esclude dall'inserimento in queste graduatorie.

Nell'incontro con il Miur di qualche giorno fa i sindacati (unitariamente FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams) hanno messo tutte le carte sul tavolo e hanno avanzato alcune richieste. Le priorità sono: “salvaguardare l’anno in corso, tutelando la continuità didattica e la serenità del lavoro dei tanti docenti che in forza delle sentenze cautelari stanno operando con serietà nelle scuole; riaprire le graduatorie d’istituto per permettere l’inserimento dei docenti che, collocati in GAE e quindi in prima fascia d’istituto, erano stati esclusi dalla seconda fascia. E ancora salvaguardare i punteggi acquisiti mediante il servizio svolto in questi anni in forza delle sentenze cautelari e prevedere una norma ad hoc al fine di ricomporre i diritti dei docenti a vario titolo interessati al contenzioso in questione”.

Dal canto suo il Ministero, ritenendo necessario acquisire un preventivo parere dell’Avvocatura dello Stato sulle modalità con cui gestire una vicenda con aspetti di rilevante complessità giuridica, si è detto pronto a riconvocare i sindacati non appena conclusa tale fase di approfondimento. Ritenendo necessaria “una riflessione generale sui meccanismi di reclutamento da utilizzare per la scuola dell’infanzia e primaria, anche alla luce delle soluzioni già adottate dal Governo per i precari della secondaria di primo e secondo grado”.

“Ci troviamo di fronte ad un quadro complesso ma bisogna tutelare gli interessi di tutti. Non si può pensare di cancellare un’intera categoria di lavoratori e lavoratrici che in molti casi operano già da anni nella scuola. L’amministrazione dovrà trovare una soluzione che riconosca i diritti di tutti e non lasci a casa nessuno” sono state le parole dei sindacati. Che intanto in provincia per dare le prime spiegazioni e tranquillizzare i lavoratori hanno messo in programma una serie di incontri: giovedì 18 gennaio alle ore 16 presso Team Service, via N. Sauro 6 ad Asti e venerdì 19 sempre alle 16 presso il Salone Baravalle di Via Pontida 33 ad Alessandria promosso dalla Cisl Al-Asti. Mentre il 10 gennaio alle ore 15,30 in provincia la Cgil (presso la Camera del Lavoro di via Cavour) organizza un primo incontro con le insegnanti coinvolte in questo pasticcio per decidere quali azioni intraprendere.
8/01/2018
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