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Opinioni

Argento da un club all’altro

“Asia Argento da vittima a carnefice. Soldi al baby attore che l’ha accusata”. Ormai non ci risparmiano più niente nei titoli, ma anche l’interpretazione dei fatti non scherza...
OPINIONI - “E così Asia Argento ha trovato la sua nemesi. Nella persona dell’attore Jimmy Bennett…” Questo era l’incipit dell’articolo di Paolo Mastrolilli da New York su La Stampa del 21 Agosto. E qualcuno in redazione aveva dato all’articolo il “sobrio” titolo: “Asia Argento da vittima a carnefice. Soldi al baby attore che l’ha accusata”.
Ormai non ci risparmiano più niente nei titoli, ma anche l’interpretazione dei fatti non scherza.

Nel mio pezzo del primo Dicembre 2017 parlavo di libero arbitrio e senso di responsabilità che sono ormai spariti dall’orizzonte culturale grazie ad una visione dell’uomo vittima della società (una volta si diceva capitalistica e borghese), della politica (ora della casta), ma anche sostenuta dagli studi delle neuroscienze ispirate da una visione naturalistica e deterministica del mondo e dell’uomo, che di esso fa parte. E ricordavo a questo proposito l’affermazione di Cashmore: “Ogni azione, per quanto “libera” possa apparire, riflette semplicemente la genetica dell’organismo e la storia ambientale vissuta fino all’ultimo microsecondo prima di ogni azione”. Con queste convinzioni c’è poco da stare allegri…

Manifestavo anche la mia sorpresa per l’esplosione a livello mondiale del movimento Me-Too che aveva raccolto rapidamente la denuncia di migliaia di donne, soprattutto del mondo dello spettacolo, che erano state oggetto di molestie nel corso della loro vita e della loro carriera e che ora, a distanza di anni o addirittura di decenni sentivano il bisogno di liberarsi di un peso o trovavano finalmente l’opportunità di vendicarsi denunciando pubblicamente la loro storia e i loro “carnefici” (secondo il titolo dell’articolo).
Pur condannando senza riserve la violenza sessuale vera, manifestavo la mia perplessità per i molti casi, tra cui certamente quello di Asia Argento con Harvey Weinstein, dove le “prestazioni sessuali” erano state ottenute, o estorte, mediante promesse o minacce che non riguardavano questioni di vita o di morte, ma di carriera e successo professionale ed economico delle protagoniste.
E il mio stupore era dovuto al fatto che mi sembrava di vedere emergere una visione antropologica deforme dove il maschio è sempre dipinto come l’orco cattivo che attira nella sua caverna la giovane fanciulla indifesa che, a causa delle circostanze, non può rifiutare all’orco ciò che esso desidera. E quindi l’uomo maschio sarebbe sempre responsabile di ciò che fa mentre la donna sarebbe sempre vittima anche quando cede sì, contro voglia, ma per raggiungere il desiderato successo o la ricchezza.

La notizia di Asia Argento carnefice e del giovane Jimmy Bennett vittima sarebbe quindi una buona notizia perché ristabilisce la parità dei sessi davanti alla responsabilità delle proprie azioni.

Ma solo in parte.
Solo in parte perché, se diventa evidente che uomini e donne possono commettere gli stessi “delitti”, resta comunque questa visione, secondo me distorta, in cui è solo e sempre il “carnefice” ad essere responsabile mentre la “vittima”, maschio o femmina che sia, è sempre incolpevole.
E questo, almeno per me, è ancor più stupefacente e irritante nel caso del giovane Jimmy dato che non sono in grado di immaginare un maschio che riesca ad avere, in modo naturale, un’erezione contro voglia!

Anche solo per questo motivo ritengo che il caso in questione finirà per sgonfiarsi, almeno in parte.

Certo è probabile che il giovane fosse stato preso alla sprovvista dall’approccio di quella che considerava quasi una madre e che a posteriori non avesse affatto un buon ricordo dell’episodio, ma che fosse stato costretto a fare tutto ciò sotto una forte violenza psicologica senza la minima partecipazione, ce ne corre.
D’altronde il ricatto perpetrato, o l’aiuto ricevuto da Asia (secondo la versione della sua avvocatessa), sono avvenuti nel momento in cui la carriera cinematografica del giovane era in crisi. E ora ha rivelato pubblicamente la storia e chiede un’altra botta di danni alla sua cinematografica mammina perché la madre vera gli ha sperperato tutto il patrimonio finora guadagnato e il giovane attore si trova in questo momento nelle cosiddette brache di tela.
Insomma l’Argento non è della massima qualità, ma anche la famiglia di Jimmy proprio non scherza.

Mi ci si può fare anche una domanda quasi banale.
Possibile che chi viene ricattato per episodi di questo genere pensi veramente che, avendo pagato il dovuto, possa stare tranquillo senza correre il rischio di altri ricatti? In un mondo come l’attuale dove si può sapere tutto di tutti e dove gli impegni alla riservatezza sono pezzi di carta che le aziende devono farti firmare e nessuno controlla, come puoi pensare di cavartela con un po’ di soldi?
Se sei famoso e ricco sarai sempre ricattabile soprattutto in un paese formalmente puritano come gli Stati Uniti. E’ molto più conveniente confessare pubblicamente, dichiararti pentito e pronto a risarcire i danni all’interessato e a scusarti con parenti, amici e l’opinione pubblica che si sentono tutti delusi e traditi nella loro fiducia verso di te. Ci fai quasi bella figura.

Comunque se Asia in passato soffrendo le pene dell’inferno con il diavolo Weinstein è entrata a pieno titolo nel club Me-Too, ora per il godimento dello stesso inferno con il giovane Jimmy entra nel club dei ricattati il cui presidente non è affatto da meno: Donald Trump!
29/08/2018
Marcello Favareto - redazione@alessandrianews.it
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