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Opinioni

Bufale in pasto agli animalisti

La recente “bufala”, che ha visto attribuire al Premier Matteo Renzi una frase ingiuriosa nei confronti degli animalisti merita comunque una qualche attenzione. «Sono tutti cerebrolesi»: così, suscitando una più che legittima sollevazione della rete,Renzi avrebbe infatti definito i difensori dei diritti degli animali, salvo poi scoprire che si trattava di un falso, messo in giro da un sito appunto specializzato in “bufale”. I punti salienti di questa vicenda sono almeno due
OPINIONI - La recente “bufala”, che ha visto attribuire al Presidente del Consiglio Matteo Renzi una frase ingiuriosa nei confronti degli animalisti, per quanto becero merita comunque una qualche attenzione. "Sono tutti cerebrolesi": così, suscitando una più che legittima sollevazione della rete, l’attuale Premier avrebbe infatti definito i difensori dei diritti degli animali, salvo poi scoprire che si trattava di un falso, messo in giro da un sito appunto specializzato in “bufale”, dal nome assai simile a quello di una prestigiosa rivista musicale. I punti salienti di questa vicenda sono almeno due.
Il primo riguarda chi, intendendo colpire Renzi, ha scelto non a caso la galassia animalista come suo potenziale killer. E lo ha fatto, ancora non per caso, in un momento politico per lui assai delicato: il Referendum confermativo delle modifiche alla Costituzione varate dal suo Governo, previsto per il prossimo ottobre e che, in caso di sconfitta, potrebbe portare lo stesso Primo Ministro alle dimissioni.
Va detto, in effetti, che non è mai corso buon sangue tra gli animalisti e il Partito Democratico e tanto meno coi suoi precedenti (PCI, PDS e DS), storicamente molto legati al mondo venatorio che costituisce da sempre, soprattutto nelle cosiddette “Regioni rosse”: proprio la Toscana di Matteo Renzi in testa, un inesauribile serbatoio elettorale.
Altrettanto noto, però, è che mentre il numero dei cacciatori cala ogni anno, riducendosi secondo i dati statistici più recenti a poche centinaia di migliaia di “appassionati” in tutto il Paese, quello di chi ha a cuore la tutela degli animali aumenta invece a dismisura: diversi milioni in Italia secondo le stime Eurispes. Un numero sempre crescente di cittadini - e di elettori - quindi, quasi tutti impegnati in uno stile di vita dai connotati ecologisti assai spinti e, ancora più spesso, dalle scelte alimentari che bandiscono ogni forma di sofferenza animale.
Un’umanità assai variegata, ovviamente, all’interno della quale l’opinione politica, per quanto trasversale e soprattutto orfana di un Partito dei Verdi che in Italia non ha mai funzionato, è in larga parte composta da persone attivamente impegnate anche nelle battaglie civili e per i diritti umani, storico patrimonio della Sinistra nel senso più ampio. Quindi, in un’epoca che almeno in Occidente ha sancito la definitiva scomparsa dell’ideologia comunista, una massa non trascurabile di potenziali sostenitori di Matteo Renzi e del suo PD dal quale, invece, salvo rarissime eccezioni di singoli parlamentari, è trascuratissima, quando non ignorata, o boicottata.
Una paradossale “riserva di caccia elettorale” da cui, però, in modo assai scaltro attinge invece buoni consensi il Movimento a Cinque Stelle fondato dal comico genovese Beppe Grillo che, in assenza di un centrodestra italiano autorevole, resta il solo competitore credibile dei Democratici e che, anche in materia di Referendum, è ovviamente schierato sul fronte del “no”.

Ed ecco il secondo punto saliente di questa vicenda
. Sugli stessi spazi web dove in un lampo si era diffusa la falsa notizia dell’insulto di Renzi agli animalisti, è iniziato immediatamente un appello mediatico rivolto agli emuli italiani di Tom Regan, ma di segno referendario opposto, affinché vendicassero l’offesa subita votando uniti per il “no” e mandando così a casa il leader democratico. Un atteggiamento che non è mutato neppure quando – subito dopo – i siti che ignari avevano abboccato al falso, hanno correttamente provveduto a pubblicare le rettifiche del caso e che, a giudicare dalle reazioni a dir tanto tiepide che sono seguite a condanna dell’operazione mediatica, c’è da ritenere possa aver bene attecchito nell’ambiente dei diritti animali.
Ricapitolando, quindi, il dato che si ripresenta anche in questa occasione è l’esistenza di una parte consistente di elettorato inteso come categoria – gli animalisti – trascurato dal Governo in carica, ma che qualcuno pensa, o teme possa iniziare a diventare determinante, al punto dal volerlo coinvolgere in una battaglia politica che, come si è visto, non esclude il ricorso anche ai colpi più bassi. Soprattutto per Renzi se, in linea coi suoi predecessori, continuerà a snobbare come ha fatto finora tale realtà.
A maggior ragione se si osserva quanto quest’ultimo episodio, insignificante solo all’apparenza, rappresenti l’ennesima conferma di ciò che non soltanto da parte degli animalisti, appare più vero di quel che invece ci si ostini a negare. Ossia, che a livello generale il prossimo referendum sia percepito come l'opportunità per esprimere un parere definitivo su Matteo Renzi e il suo Governo, anziché su un aspetto giuridico importantissimo, che condizionerà le vite dei cittadini italiani nei prossimi decenni.

Fonti:
http://rollingston.altervista.org/renzi-animalisti esagerati-combattessero-per-i-loro-simili-invece-che-per-le-bestie/
http://www.debunking.it/2016/08/bufala-renzi-animalisti-tutti-cerebrolesi-ci-casca-anche-feder-fauna/
http://www.ambienteterritorio.coldiretti.it/tematiche/Caccia-Fauna-Selvatica/Pagine/QuantisonoicacciatoriinItalia.aspx
http://www.animalismoevegetarianesimo.com/2011/11/flash-6-animalisti-e-vegetariani-in.html

 
1/09/2016
Maurizio Scordino - redazione@alessandrianews.it
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