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Provincia

"Giallo" amianto, per Pozzolo "Il ministero ha già detto sì al metodo Arpa"

Dopo Alessandria anche Pozzolo sceglie la linea dura sui controlli ambientali nei cantieri del Terzo Valico e minaccia un esposto "se Cociv non si atterrà alle prescrizioni Arpa già recepite a settembre dal ministero dell'ambiente". Intanto il Tar boccia i ricorsi delle associazioni
PROVINCIA - Per una battaglia "vinta" (o quasi) ce ne è già una persa: è stata depositata la sentenza del Tar del Lazio che respinge i ricorsi presentati da alcuni cittadini e dalle associazioni Afa, amici delle Ferrovie, Pro Natura, da un lato, e dal comune di Arquata Scrivia dall'altro. I ricorsi si basavano su una serie di presunte irregolarità nell'iter di approvazione degli atti, dal 2013 in avanti, e in particolare della della determina con cui il ministero dell'Ambiente consentiva l’avvio dei lavori in via anticipata e del Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo. C'era poi la mancata acquisizione della valutazione di incidenza necessaria, secondo i ricorrenti, in quanto l'opera ricade, in parte, anche nel territorio del parco Capanne di Marcarolo.
Le associazioni parlano ora di "un pronunciamento politico": "L’esito negativo della sentenza, che stavamo aspettando da sette mesi, - dicono - ci ha lasciato molto perplessi sia per il modo in cui sono state respinte le nostre argomentazioni sia per la condanna al pagamento delle spese di lite, determinate in 4000 euro. In particolare non condividiamo il modo in cui sono state valutate la questione amianto e quella idrogeologica con la piena accettazione delle giustificazioni addotte dal Co.civ. senza, per conto nostro, un approfondimento dei temi". 

Prosegue invece in braccio di ferro sulla questione amianto. Dopo la sospensione da parte del comune di Alessandria dell'autorizzazione all'inserimento dei siti per lo staccaggio di smarino nel Piano Cave, anche il comune di Pozzolo Formigaro alza il tiro. "Chiediamo a Cociv e Rfi di rispettare le prescrizioni di Arpa Piemonte e Arpal Liguria sulla metodologia di campionamento dell'amianto. Nel caso in cui non otteremo risposte e Cociv non si atterà a tali prescrizioni, siamo pronti a valutare di ritirate l'autorizzazione alle cave e presentare un esposto alla procura".
Secondo il sindaco Domenico Miloscio, infatti, il ministero dell'Ambiente si sarebbe già epresso a favore del “metodo Arpa” lo scorso 19 settembre, a seguito di una direttiva emersa dall'Osservatorio Ambientale.
Lo scontro metodologico tra Arpa e Cociv era emerso a seguito di un sopralluogo e una riunione in Prefettura ad Alessandria lunedì 9 novembre.
Cociv ha sempre sostenuto di aver rispettato la legge in vigore. Fatto che Arpa non contesta, come ricorda anche il senatore Daniele Borioli, che faceva parte della commissione di lunedì scorso e che getta acqua sul fuoco: "Abbiamo preso atto, oltre della delibera del sindaco di Alessandria, anche della conferma da parte dell'Arpa Piemonte circa il fatto che tutto il materiale a oggi scavato e conferito ai siti già attivi sul nostro territorio provinciale non presenta alcun problema quanto alla presenza di di amianto. Possiamo perciò dire che, a oggi, né la popolazione né i lavoratori sono stati sottoposti ad alcun rischio. Mentre per quanto riguarda il prosieguo delle attività, occorrerà dirimere definitivamente le modalità di trattamento dei materiali di scavo, se del caso rivedendo il piano dei siti di deposito. Il nostro impegno su questo fronte è di fare in modo che le determinazioni dell'Osservatorio e del Ministero dell'Ambiente arrivino in fretta, in modo da fornire alle ARPA le necessarie indicazioni metodologiche e imporre a RFI e COCIV le linee operative per il corretto svolgimento delle attività di cantiere"

Il punto non è, infatti, il rispetto della norma: "il decreto 161 – spiega l'assessore del comune di Alessandria Claudio Lombardi – nasce per i siti in bonifica e non è adattabile al caso di rocce da scavo. Quel che chiedono i comuni, oltre all'abbassamento della soglia di sicurezza fino a dieci volte, è che il ministero dell'Ambiente si pronunci definitivamente dal punto di vista tecnico accogliendo la metodologia Arpa. Mi risulta che il metodo individuato dalla legge abbia un margine di errore pari al 98%: significa che solo in due casi su 100 è possibile individuare amianto nelle rocce". La stessa richiesta era già contenuta, conclude Lombardi, nelle prescrizioni del comune nella delibera di autorizzazione alla cave (ora sospesa). 

13/11/2015
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