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Focus

Come si vive in provincia di Alessandria?

Analizziamo i dati elaborati dai ricercatori di statistica dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma per la redazione di Italia Oggi. Siamo davvero un territorio che sopravvive discretamente grazie alle rendite accantonate e che non riesce a investire nel futuro dei pochi giovani rimasti?
FOCUS - Rieccoci qui, come di consueto, ad analizzare i dati sulla qualità della vita elaborati dai ricercatori di statistica dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma per la redazione di Italia Oggi. Come ogni anno, anche il quotidiano Il Sole 24 Ore ha pubblicato un’indagine analoga ma composta da un numero minore di indici e quindi noi preferiamo utilizzare la classifica con un numero maggiore di dati per avere un ventaglio più ampio di informazioni su cui ragionare. Naturalmente le classifiche dei due quotidiani non concordano ma, quello che a noi interessa, è visualizzare l’andamento dei singoli indicatori che ormai ricoprono un arco temporale di oltre un decennio.

Per amore di cronaca, nella classifica del 2012, secondo Il Sole 24 Ore la provincia di Alessandria si è posizionata al 60° posto perdendo 3 posti rispetto al 2011 mentre, per Italia Oggi la nostra provincia è al 53° posto guadagnando 7 posizioni rispetto allo scorso anno. In entrambi i casi, quello che ci viene riservato è un centro classifica tendente al ribasso.

Un indicatore che contribuisce a far scendere di posizione nella graduatoria la provincia di Alessandria è quello sulla Popolazione che, secondo Italia Oggi, ci vede al 96° posto. Infatti, per tutto il decennio analizzato, il numero dei morti è sempre maggiore rispetto al numero dei nati, quindi il saldo naturale è negativo, e la popolazione alessandrina è mantenuta attiva dal flusso degli immigrati.

Un altro triste settore che ci trascina in fondo alla classifica è quello sulla Criminalità che ci vede in 78° posizione. I furti in appartamento sono di gran lunga superiori alla media nazionale anche se, negli ultimi anni, mostrano una diminuzione. Gli altri furti, i borseggi e i furti d’auto sono superiori alla media del Paese e, in questi casi, non si intravede una decrescita, così come le percosse, i reati connessi allo spaccio di stupefacenti e le estorsioni. Invece, sono in diminuzione i reati connessi allo sfruttamento della prostituzione, le violenze sessuali, le rapine e gli omicidi.

L’indicatore sui Servizi finanziari ci colloca in 63° posizione. Quello che penalizza la nostra provincia nella costruzione di questo indicatore sono i dati relativi al numero di studenti e professori nella scuola media superiore che sono in diminuzione e inferiori alla media nazionale. Per contro, il numero di ATM (sportelli Bancomat), di operazioni di “phone banking” e sportelli bancari sono in aumento e superiori alla media italiana. Occorre precisare che fino ad alcuni anni fa i “Servizi finanziari” e il “Sistema salute” erano raggruppati in un unico indice chiamato “Servizi” che recentemente è stato suddiviso e ampliato come si può notare nella tabella allegata.

Un indicatore che posiziona la provincia di Alessandria in centro classifica è quello sul Tempo libero che ci vede in 52° posizione. La maggior parte dei dati che compongono questo indicatore sono superiori alla media nazionale e la spesa pro capite per gli spettacoli teatrali, musicali e cinematografici è in aumento. In diminuzione, invece, sono la spesa per gli spettacoli sportivi, il numero di sale cinematografiche, le palestre e le librerie.

Il Disagio sociale e personale ci posiziona al 48° posto. Sono in calo gli infortuni sul lavoro, i suicidi, i reati a sfondo sessuale sui i minori e gli incidenti stradali. Per contro, aumentano i morti per tumore e il tasso di disoccupazione giovanile.

Iniziamo ad arrivare in 35° posizione con gli Affari & Lavoro. Il tasso di occupazione è in aumento e quello di disoccupazione è leggermente inferiore alla media nazionale. In lenta diminuzione, invece, il numero di imprese registrate.

Anche l’indicatore sull’Ambiente colloca la nostra provincia in 35° posizione. Sono in diminuzione i consumi idrici, la produzione di rifiuti urbani e il consumo di carburanti. Aumentano le isole pedonali, le piste ciclabili, le zone a traffico imitato, il verde pubblico, la capacità di depurazione delle acque reflue e la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Per contro, diminuisce l’uso del trasporto pubblico e la concentrazione di biossido d’azoto e di PM10 (polveri sottili) nell’aria sono superiori alla media nazionale.

Un altro indicatore che ci posiziona nella parte alta della classifica, ossia al 26° posto, è quello sul Tenore di vita. Infatti, sono in aumento e superiori alla media nazionale la spesa media per consumi, l’importo medio mensile della pensione, il valore aggiunto e i depositi bancari. Al contrario, come effetto della crisi economica sul mercato immobiliare, sono in diminuzione i prezzi degli appartamenti. Però, se analizziamo l’aumento della variazione dei prezzi al consumo, ossia la variazione del costo della vita, possiamo osservare che è superiore sia all’aumento delle pensioni che del valore aggiunto che dei depositi bancari e della spesa per consumi. Tutto questo significa che, anche se stiamo meglio rispetto alla media nazionale, siamo sempre meno ricchi e spendiamo di meno.

Ultimo indicatore, il Sistema salute ci vede in 22° posizione. Sono in aumento i medici ospedalieri e il personale infermieristico, così come i posti letto in cardiologia, in rianimazione e in oncologia. E', invece, in diminuzione il personale socioassistenziale.

Tutte le informazioni fin qui viste ci mostrano un territorio con una certa agiatezza economica che però, anche per via della crisi economica, si sta erodendo. Lo abbiamo appena visto parlando del Tenore di vita.
Nell’analizzare la situazione della Popolazione si riscontra una situazione di invecchiamento della medesima che ha sempre più bisogno di apporti esterni provenienti dall’immigrazione. Infatti, oltre che dal saldo naturale della popolazione, l’invecchiamento dei residenti di questo territorio viene evidenziato da molti altri indicatori come, ad esempio, il basso numero di studenti nelle scuole medie superiori, il decremento di molte attività di trattenimento tipiche di una popolazione più giovane e il numero di posti letto in reparti come l’ostetricia e la ginecologia che non aumentano, mentre aumentano quelli in reparti frequentati da popolazione più matura.
Se cambiamo angolo di osservazione, attraverso gli indicatori sulla Criminalità e sul Disagio sociale, si intravede una provincia problematica che non riesce ad amministrare la giustizia e a distribuire le proprie risorse.
Per concludere, data la congiuntura economica e la situazione pregressa, si fatica a ipotizzare balzi in avanti per la provincia di Alessandria. L’impressione che si ha, osservando questi dati, è di un territorio che sopravvive discretamente grazie alle rendite accantonate e che non riesce a investire nel futuro dei pochi giovani rimasti.




Tratto da 
RASSEGNA ECONOMICA DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA
Rivista trimestrale della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Alessandria
N. 3/2013 - Pagg. 26 – 29


 
29/10/2013
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