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Provincia

“Eravamo 'nominati', ma nessuno ce lo ha detto”

I dipendenti della Provincia in "sovrannumero", inseriti nel portale della mobilità, replicano al presidente della Provincia Rita Rossa: “abbiamo ricevuto solo lettere generiche, nessuno ci ha avvisati che sarebbe toccato a noi”
PROVINCIA – “Sovrannumero e esubero non sono la stessa cosa. Però il sovrannumero è semplicemente l’anticamera dell’esubero”. Lo dicono i dipendenti della Provincia il cui nominativo è inserito nel portale della mobilità istituito dal Dipartimento della Funzione Pubblica, a seguito della legge di riordino delle province.
Secondo i sindacati si era trattato di un “colpo basso”, all'ultimo minuto, quando il portale stava per chiudere. Il presidente Rita Rossa aveva replicato che si trattava di un percorso condiviso, in cui i dipendenti erano stati messi a conoscenza dei vari passaggi e delle scadenze e che, alcuni di loro, avevano rifiutato trasferimenti. L'inserimento nella lista di mobilità, che prevede un indennizzo pari all'80% dello stipendio, per due anni, (una sorta di accompagnamento alla pensione) era quindi l'unica soluzione possibile rimasta in campo.
Non sono d'accordo i diretti interessati che fanno, invece, presente come la comunicazione data loro fosse stata, in realtà, una lettera generica. “Nessuno sapeva a chi sarebbe toccato. Se lo avessimo saputo avremmo magari fatto altre scelte. Alcuni di noi lavorano in settori che in teoria sono rimasti di competenza della Provincia”.

Questo quanto sostengono:
Vorremmo intervenire in merito agli articoli divulgati dalla nostra Presidente, circa l’inserimento di 10 dipendenti “prossimi” alla pensione sul portale per la mobilità. 
Proprio ai fini della corretta informazione vorremmo precisare quanto segue.
Il dipendenti inseriti sul portale non avevano la possibilità di accedere ai bandi regionali, in quanto non in possesso delle professionalità richieste dalla Regione.
Tra questi, altri operano in funzioni rimaste per legge in capo all’Ente e quindi, dalle lettere che la Presidente Rossa cita, si intendeva che dette persone non erano interessate dal processo di ricollocazione.
Infine, nessuno dei 10 dipendenti è mai stato contattato o ha mai rifiutato una eventuale ricollocazione presso altre realtà lavorative.
Per cercare di ridurre la spesa del personale imposta all’ente a seguito del riordino delle proprie funzioni già iniziato nel 2014, l’Ente medesimo avrebbe potuto, anche prima dell’indizione delle procedure di mobilità regionale (del novembre 2015), valutare altre soluzioni, quali ad esempio la possibilità di trasferire/comandare qualche dipendente presso enti locali o enti presenti sul territorio provinciale, nel rispetto di una necessaria riorganizzazione dell’Ente, che non c’è stata.
La decisione di caricare quali soprannumerari sul portale i dipendenti con maggiore anzianità di servizio doveva essere assunta avendo prima vagliato altre possibili soluzioni, da condividere col personale, che dell’iter del ridimensionamento dell’Ente non è mai stato informato correttamente.
Non appare corretto impostare comunicati stampa o articoli in modo tale da far intendere che le 10 persone inserite sul portale per la mobilità non hanno colto le possibilità di ricollocazione loro offerte.
Queste 10 persone stanno pagando l’incapacità di altri di gestire il problema.
Sempre per dovere di chiarezza, ricordiamo che .
Il tutto in una situazione di completa confusione ed in mancanza di qualsiasi informazione certa per il nostro futuro. Ad esempio, come mai la presidente Rossa scrive che il nostro posto di lavoro e la relativa retribuzione sono garantiti per due anni? Il personale in esubero messo in disponibilità è sospeso dall’attività lavorativa e percepisce un’indennità pari all’80% dello stipendio.
Nasce, infine, spontanea una domanda: come mai la Provincia di Alessandria è l’unica Provincia piemontese ed una delle pochissime Province italiane ad avere dichiarato i sovrannumeri?
Evitiamo di commentare il metodo usato per comunicarci che eravamo stati “nominati”......
 
26/02/2016
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