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Cronaca

"Ho vissuto la vita che ho sempre sognato"

"Posso dire di essere felice. Ho vissuto sempre con la luce del sole nel cuore, ho vissuto la vita che ho sempre sognato": sono le parole che Andrea Chaves ha scritto ai genitori e che la madre ha voluto leggere durante i funerali che si sono tenuti martedì mattina a Cantalupo Ligure
CANTALUPO LIGURE - "Ha scavalcato le montagne, che lui amava tanto. Resterà sempre nei nostri cuori". Non sono parole di circostanza quelle pronunciate dal don Jairo, parroco di Cantalupo Ligure dove ieri centinaia di persone hanno dato l'ultimo saluto ad Andrea Chaves, il ragazzo di 21 anni di Novi, morto sul monte Bianco, durante una scalata in solitaria. C'erano i compagni di scuola del liceo Amaldi, quelli del karate di Novi, dell'atletica novese, i compagni di arrampicata. Era uno sportivo e un poeta, appassionato di Dante, del quale conosceva a memoria i versi della Divina Commedia.

C'erano, prima di tutti, i genitori, Patrizia Marchesotti e Yonny Chaves che, al termine dell'omelia hanno letto le parole scritte da Andrea. "Posso dire di essere felice. Ho vissuto sempre con la luce del sole nel cuore, ho vissuto la vita che ho sempre sognato". E' stata la mamma a dare voce a quelle parole del figlio, con la voce rotta dall'emozione e tra la commozione dei presenti. 
Le ha scritte prima di partire in uno dei suoi avventurosi viaggi, che lo hanno portato sulle vette delle montagne, passando notti "sotto le stelle", come amava dire, spesso da solo: "Siate forti - scriveva ai genitori - contro chi dirà che è colpa vostra. Posso dire di essere felice. Ho vissuto per amare ogni singolo istante della vita, e questa è l'unica cosa importante". Come se sapesse che la sua breve ma intensa vita si sarebbe, prima o poi, spezzata, anzitempo. 

Lo ha ricordato anche don Jairo, insieme a don Franco, sacerdote bolognese e confessore di Andrea: "Aspirava alle grandi cose – ha detto nell'omelia don Jairo, che insieme a don Franco, prete bolognese e confessore di Andrea, ha celebrato il rito funebre – le cose terrene non gli interessavano. Per questo puntava in alto. Ora ha trovato la pace. Ci guarda dall'alto, non dal balcone del monte Bianco, ma dal balcone del cielo. Vivrà sempre nei nostri cuori".
"Un ragazzo che, nonostante la sua giovane età, era maturo. Pieno d'altruismo – ha detto ancora don Jairo – ha colto i talenti che Dio gli ha donato e li ha messi a disposizione di tutti. Che sia di esempio per molti giovani. Grazie a Patrizia e Yonny per questo figlio meraviglioso, grazie per quello che Andrea ha condiviso con tutti noi".  
13/09/2017
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