Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Alessandria

Macché neve, era galaverna. Lo dice Arpa e spiega perchè

Una combinazione di umidità (nebbia congelante) e basse temperature hanno provocato mercoledì mattina il fenomeno della galaverna. Il fenomeno era stato analizzato nel 2012, quando erano stati prelevati campioni di cristallo. Quelli in aree industriali presentavano però, oltre al consueto smog, anche tracce di metalli
ALESSANDRIA - Non era "neve chimica" ma galaverna quella che mercoledì mattina ha imbiancato tetti, strade e campi non solo a Spinetta Marengo, ma in una vasta zona che andava dall'alessandrino all'astigiano. A spiegarlo è Alberto Maffiotti, direttore di Arpa Alessandria-Asti. 
Tra la popolazione di Spinetta Marengo, sobborgo di Alessandria, si era tuttavia creata una certa apprensione, poichè il fenomeno si era registrato altre volte e per la presenza del polo chimico di Solvay. Il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle, Michelangelo Serra, chiedeva però chiarezza. Ecco quanto riportano da Arpa
"Il fenomeno, che è stato definito sui social e su alcuni media come “neve chimica”, è riconducibile alle condizioni climatiche particolari locali che hanno dato luogo alla galaverna.
Ingrediente principale di queste “nevicate” è la presenza di uno spesso strato nebbioso al suolo, dovuto ad una marcata inversione termica invernale. Il fenomeno naturale della galaverna risulta accentuato in aree nelle quali vi sono impianti termici o industriali con importanti emissioni di vapore d’acqua, spesso utilizzato nei sistemi di abbattimento delle polveri e dei gas delle emissioni , che può comportarsi allo stesso modo della nebbia . Infatti in presenza di particolato disperso in atmosfera (polveri) che funge da nucleo di aggregazione per le gocce d’acqua, in concomitanza a temperature molto basse si ha il fenomeno del brinamento (ovvero il passaggio dallo stato gassoso allo stato solido) del vapore acqueo in cristalli di ghiaccio, cristalli che possono inglobare tutte le sostanze presenti nell’atmosfera.
Si tratta di fenomeni estremamente localizzati e irregolari al contrario delle normali nevicate, con bassi accumuli a terra ed in zone circoscritte.
Questo fenomeno si forma in atmosfera al di sotto dello strato di rimescolamento a poche centinaia di metri dal suolo e i cristalli cadono per gravità non fondendo negli strati bassi a causa dell’omotermia che mantiene, anche al suolo, temperature molto al di sotto dello zero. Il graduale raffreddamento degli strati più bassi nel corso della notte determina la formazione di nebbia congelante (appunto la galaverna). Questa è la ragione per la quale questi fenomeni si formano nelle prime ore della mattina (le ore più fredde al suolo) ed alla sera.

Nel 2012 il dipartimento Arpa di Alessandria e Asti
durante una campagna ordinaria di monitoraggio delle deposizioni umide e della nebbia, programmata con la Provincia di Alessandria nella zona industriale aveva effettuato una serie di campioni relativi anche ad alcune cristallizzazioni di ghiaccio differenti visivamente dalla consueta galaverna.
Erano, nel 2012, stati quindi effettuati 4 campioni di cristalli di ghiaccio su superfici poste ad almeno 1,80-2,00 m (per evitare o ridurre al minimo la contaminazione da parte di sostanze presenti nel suolo al substrato al quale questi cristalli aderiscono) . Tre erano state le aree ritenute significative per l’analisi: due aree industriali (Alessandria-Spinetta e Cassano) caratterizzate da elevati quantitativi di vapore d’acqua emesso dai camini delle centrali termiche e delle industrie, una lungo una arteria stradale (Pozzolo) ed una in un bosco lontano da fonti emissive puntuali ma nella stessa area geografica e climatica .
Le analisi condotte dal Laboratorio Arpa di Alessandria erano state rivolte ad analizzare il contenuto dei cristalli per quanto riguarda i principali metalli oltre che le caratteristiche chimico fisiche di base (pH e conducibilità).
Sì riscontrò una certa differenza complessiva tra le cristallizzazioni di ghiaccio in aree industriali da quelle urbane o naturali. Nelle prime infatti, oltre al cosiddetto “smog”, vi era la presenza in tracce di sostanze (metalli) potenzialmente emesse anche dai camini .
Gli effetti del fenomeno in questione, che permette il dilavamento dell’atmosfera, è analogo a quanto succede per le polveri sospese durante i periodi piovosi intensi o prolungati nei quali si ha una riduzione della concentrazione in atmosfera.
Osservando i dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria regionale si nota infatti come nella giornata di mercoledì nelle ore notturne la concentrazione di PM10 nella stazione di Alessandria Volta si è ridotta al 30% rispetto alle analoghe nottate delle giornate precedenti segno questo dell'efficacia del fenomeno descritto.
11/01/2019
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



Wilko Johnson Band al Macall? di Castelceriolo
Wilko Johnson Band al Macall? di Castelceriolo
Wilko Johnson Band al Macall? di Castelceriolo
Wilko Johnson Band al Macall? di Castelceriolo
Droghe e alcol: impennata di consumo fra i più giovani
Droghe e alcol: impennata di consumo fra i più giovani
Maurizio Landini alla Festa d'Aprile
Maurizio Landini alla Festa d'Aprile
Nuovo allestimento per “I Percorsi dell’Arte” dedicato a Carlo Carrà
Nuovo allestimento per “I Percorsi dell’Arte” dedicato a Carlo Carrà
"Gli Ambulanti di Forte dei Marmi®” ad Alessandria domenica 7 aprile
"Gli Ambulanti di Forte dei Marmi®” ad Alessandria domenica 7 aprile
-->