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Lavoro

Revocato il presidio dei trasporti

Le organizzazioni sindacali di settore avevano indetto un presidio sotto la prefettura di Alessandria per portestare contro la grave situazioni del trasporto pubblico locale ma hanno deciso di annullarlo dopo la sparatoria di Roma. I sindacati incontreranno comunque il Prefetto
AGGIRONAMENTO
Il presidio previsto per questo pomeriggio è stato revocato. Così i sindacati spiegano la motivazione:
"Dopo diversi contatti intercorsi con la Prefettura di Alessandria e ancor prima di qualsivoglia comunicazione del Comune, giunta nella serata di lunedi, del possibile pagamento degli stipendi dei dipendenti di ATM, abbiamo  deciso di trasformare il presidio previsto per la giornata odierna in un incontro ufficiale con Sua Eccellenza il Prefetto. Tale decisione è stata intrapresa, con grande senso di responsabilità, anche a fronte dello sconcertante fatto di Roma che seppur lontano dalla storia dei movimenti di piazza alessandrini sempre imperniati sulla lotta urlata ma pacifica e civile avrebbe potuto in qualche modo dopo la martellante presenza della nostra Provincia su tutti i giornali e le televisioni nazionali, diventare palcoscenico per “qualcuno” per mettere in opera azioni eclatanti o strumentali. L’annullamento del presidio non fa venir meno però tutte le motivazioni sul TPL che hanno portato più di ventimila lavoratori a riempire Piazza Castello durante la manifestazione regionale del 18 Aprile indetta da Cgil, Csil e Uil: mancati trasferimenti da parte della Regione Piemonte per servizi già effettuati nel 2012; mancata o tardiva erogazione delle retribuzioni dei dipendenti pubblici e privati del TPL (vedi Atm, Arfea capofila del Consorzio Scat ed altre);vla riduzione di oltre il 30% delle corse in tutta la Regione che per la nostra Provincia significa l’isolamento di molti Comuni; la riduzione del personale così come annunciato da Anav e Asstra in qualità di associazioni datoriali, in un settore che ricordiamo non gode del paracadute degli ammortizzatori sociali.
Siamo ad evidenziare anche la problematica di Atm legata al Comune di Alessandria che, grazie alla grande mobilitazione di Roma ed ai contatti istituzionali che le Confederazioni Provinciali sono riusciti a costruire in quell’occasione con impegni ufficiali presi dagli interlocutori, ci ha visti nell’ultimo periodo al tavolo con l’Azienda per intraprendere un percorso possibilmente comune per la stesura di un piano industriale che non preveda al suo interno modifiche dei livelli occupazionali attuali e che ponga l’Azienda in una prospettiva di recupero e di contestuale rilancio in netta contrapposizione ad una seppur parziale vendita.
A fronte di quanto sopra siamo a sollecitare l’urgente convocazione del tavolo interministeriale.
Non è più derogabile nel tempo un intervento dello Stato finalizzato a risolvere problemi come quelli della Città di Alessandria che vede oramai ridotte allo stremo tutte le Aziende, le attività commerciali e la cittadinanza.
Siamo convinti che per la ripresa di una Provincia che vede il capoluogo in ginocchio si debba partire necessariamente dallo sviluppo e non dalla cancellazione di servizi pubblici essenziali quali: istruzione; sanità; trasporti.
Proprio per questo motivo consegneremo un documento in Prefettura con lo scopo che lo stesso venga condiviso con le Istituzioni Nazionali".
 


PROVINCIA - “Per sollecitare il rinnovo immediato del contratto nazionale e per denunciare la grave situazione che sta vivendo il trasporto pubblico locale piemontese” le organizzazioni sindacali di settore –Cgil Filt, Cisl Cit e Uil Trasporti- hanno organizzato per oggi (martedi 30 aprile) dalle 16 alle 18 un presidio davanti alla Prefettura di Alessandria per tutti i lavoratori autoferrotranvieri.
“I lavoratori del trasporto pubblico locale sono senza contratto da cinque anni. E’ un blocco non disposto da nessuna legge, ma voluto e attuato testardamente dalle associazioni datoriali di settore Astra – Confservizi e Anav – Confindustria, che negano ostinatamente il diritto dei lavoratori al rinnovo contrattuale. I tranvieri vedono così eroso il loro reddito, in una situazione economica generale di grave difficoltà per le famiglie, e nemmeno dopo ben 9 scioperi nazionali le controparti hanno modificato la loro posizione” spiegano dai sindacati. A ciò si aggiungono le motivazioni proprie del nostro territorio “Nella regione Piemonte altri problemi si aggiungono al mancato rinnovo contrattuale: il taglio dei finanziamenti e conseguentemente dei servizi. La annunciata vendita di ATM e di altre aziende pubbliche nel territorio regionale”.
Le tre sigle sindacali hanno invitato a partecipare non solo i dipendenti delle società di trasporto ma anche associazioni di consumatori, forze politiche e amministratori locali.
30/04/2013
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