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Pontecurone

Si allunga la lista dei Comuni no Tav

Pontecurone è il terzo Comune, dopo Arquata e Pozzolo che in un anno dice no al Terzo Valico. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione che esprime una valutazione contraria al progetto esecutivo, depositato da Cociv al ministero dell’ambiente a gennaio
PONTECURONE - Pontecurone è il terzo Comune, dopo Arquata e Pozzolo che in un anno dice no al Terzo Valico. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione che esprime una valutazione contraria al progetto esecutivo, depositato da Cociv al ministero dell’ambiente a gennaio.
Alla base del no, “le criticità su salute, ambiente, viabilità, situazione economica e mancato coinvolgimento delle popolazioni e delle amministrazioni locali”, e “gli effetti per il territorio di Pontecurone e la prevista utilizzazione delle cave locali, con particolare riferimento all'ex cava area artigianale Dossi”.
L’area, classificata nel livello A del Piano Cave del Terzo Valico, quindi di sicuro utilizzo, nel prg è individuata come zona di esondazione del Curone ma sia nel 2005 che nel 2012 Cociv l’ha inserita ugualmente nel Piano Cave, nonostante l’amministrazione comunale abbia reso nota la pesante incongruenza. I 289 mila metri cubi di smarino potrebbero causare grossi problemi in caso di piena.
Pontecurone è interessato da altre cave. In località Cascina Braccanona dovrebbero finire depositati 272 mila metri cubi di smarino, sempre come livello A del Piano. Nel livello B invece figura un altro sito, indicato sempre da Cociv in località I Dossi per 200 mila metri cubi.
Il consorzio dovrà rivedere molti dei siti indicati nel Piano Cave dopo la bocciatura da parte di Comuni e Regione.
La mozione sottolinea “la presenza di amianto nel materiale di scavo” e, rispetto alle ricadute sull'intero territorio, in particolare “i pericoli per il sistema idrografico complessivo”. Evidenziati inoltre “l'impatto ambientale e logistico sulla viabilità”.
Soprattutto, la mozione cita le criticità del progetto del Terzo Valico in merito “all'attualità, in termini di economicità e efficienza, di un progetto che sconta il mutato quadro economico generale in tema di logistica, movimentazione delle merci e riflessi occupazionali”. Dubbi anche sul rapporto costi-benefici dell’opera.
Pontecurone è fra i 12 Comuni (tra cui Arquata) che hanno firmato la richiesta di moratoria con la quale si chiede al governo di sospendere ogni attività di Cociv in attesa delle risposte su amianto, tutela delle fonti e logistica. Da Roma, finora, silenzio totale.
27/04/2013
Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info
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