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Uil Informa

Uil Comunicazione: "c'è chi aspetta da 10 mesi la cassa integrazione"

Un settore di cui non si parla molto, ma che come tanti altri ambiti lavorativi, non vive un momento rigoglioso e di splendore. La Uil Comunicazione si occupa del settore del giornalismo, delle telecomunicazioni, call center, televisione, spettacolo. Ce ne parla Maurizio Sfondrini, segretario provinciale Alessandria- Asti
 UIL INFORMA - Un settore di cui si parla poco, quello della Comunicazione, ma che come altri ambiti professionali non gode di un momento vivace. La crisi, infatti si è fatta sentire anche tra gli addetti dell'industria tipografica e cartaria, dei lavoratori dell'informazione (emittenza pubblica e privata), degli addetti allo spettacolo, dei lavoratori di tutte le compagnie telefoniche e dei call center. Questi sono i "lavoratori" di cui si occupa anche la Uil Com - Comunicazioni, presieduta dal segretario provinciale di Alessandria e Asti, Maurizio Sfondrini che nonostante il quadro altalenante e poco chiaro a livello nazionale, cerca di chiarire la posizione di questi settori nella provincia.  "A risentire della crisi ci sono le televisioni, la carta stampata, il mondo della tipografia che è quasi scomparso, il mondo dello spettacolo....per non parlare di quello delle telecomunicazioni e di ambiti come quello dei call center", spiega Sfondrini.

Un Teatro, quello Comunale, ormai chiuso da tre anni, "con un'offerta culturale pari a zero". Radio, televisioni e carta stampata che usufruiscono degli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, "con alcuni ambiti in cui la cassa integrazione non si vede però da 10 mesi"....
Insomma un settore che non vive in acque meno torbide di tanti altri campi professionali e che forse, attende come tutti gli altri, che sia il Governo centrale a fare chiarezza e a riaprire alcune porte, oggi chiuse..."Se pensiamo che nella più grande azienda di telecomunicazioni - la Telecom - i dipendenti nel giro di un anno sono più che dimezzati passando da 120 mila e 50 mila lavoratori", conclude Sfondrini per rendere l'idea del "disastrato" quadro locale che altro non fa che riflettere quello nazionale. 
29/10/2013
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