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Sanità

A Casale un hub per la terapia del dolore

Creata la rete dell’Asl Al per combattere la sofferenza cronica. Tortona diventa polo di secondo livello. Ambulatori ad Alessandria, Novi e Acqui Terme. Più di 10 mila le sedute di intervento ogni anno
SANITA’ - C’è un dolore “utile”, che serve da spia d’allarme per segnalare che qualcosa nel nostro corpo non sta funzionando come dovrebbe, e uno “inutile” quando un malessere già conosciuto si cronicizza, o quando la sofferenza è conseguenza di un male ormai incurabile. In Italia c’è chi da tempo si è preoccupato di indagare i possibili interventi per aumentare la qualità della vita di chi prova dolore, sia attraverso cure palliative sia con terapie specifiche, anche chirurgiche, sebbene il nostro Paese, rispetto ad altri in Europa e nel mondo, abbia ancora un lungo percorso da compiere.

Intanto un importante passo verrà realizzato: Casale Monferrato diverrà per l’Asl Al un vero e proprio “hub”, un nodo della rete che si consoliderà nei prossimi giorni con la responsabilità di funzionare da centro d’eccellenza per il Piemonte Sud Est, realizzando gli interventi più delicati di chirurgia invasiva proprio legati alla terapia del dolore (per esempio con l’impianto di specifici pacemaker). “L’obiettivo dell’Asl Al - spiegano il direttore Generale Paolo Marforio e quello sanitario Francesco Ricagni - è di condividere queste opportunità così specialistica con tutto il territorio. Al fianco di Casale, un ruolo di maggiore rilevanza l’avrà Tortona, che costituirà un centro di secondo livello nella rete, in grado di compiere interventi di minore complessità rispetto a Casale ma di condividere con la città monferrina alcune responsabilità. Alessandria, Novi e Acqui avranno invece degli ambulatori in grado di erogare servizi di base rispetto alla terapia del dolore e di indirizzare, insieme ai medici di famiglia, ai centri di maggiore specializzazione in caso di necessità. Spiegano il dottor Roberto Bellini (nella foto), referente del progetto per Casale e Gabriella D’Amico, responsabile del servizio per Alessandria: “serve una vera e propria cultura del dolore, da costruire nel tempo. Il paziente deve avere quello che gli serve davvero, quando è davvero utile, e con alti standard di qualità. Inutile avere strutture sotto casa ma inefficienti e poco qualificate. Meglio una rete in grado di indirizzare i pazienti, grazie al coinvolgimento dei medici di famiglia e degli specialisti, verso i poli più adatti alla loro condizione. Il progetto non ha ricevuto finanziamenti specifici, ma forse verranno messi a disposizione dei fondi proprio per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di una corretta terapia del dolore”.

Già ad oggi i diversi centri presenti sul territorio dell’Asl (che ora verranno messi in rete), compiono più di 10 mila interventi per ridurre la sofferenza cronica: 1000 solo a Casale, più 4000 visite ambulatoriali. Ad Alessandria, unico centro provinciale abilitato all’agopuntura, grazie alla specializzazione della dottoressa Gallini, si svolgono già oggi circa 5000 sedute all’anno. Le visite e gli interventi a Tortona sono in media 3000 ogni 12 mesi.
22/06/2013
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