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Alessandria

Alessandria massonica, quanti sono e cosa fanno

L'ex Comandante della Polizia Municipale, nel Grande Oriente d'Italia da 28 anni, spiega che vuol dire essere 'un fratello', allontanando pregiudizi attorno all'ordine di cui fanno arte oltre un centinaio di alessandrini
ALESSANDRIA - Sono circa centoventi i fratelli appartenenti alle tre logge massoniche di Alessandria (Marengo, Piatagora, Santorre di Santarosa) del Grande Oriente d'Italia, ma se ne contano sicuramente molti di più se consideriamo quelli 'in sonno', i massoni che non partecipano attivamente, ma che in passato sono stati ammessi a partecipare ai lavori nei templi. Perché in città ce ne sono due: in piazza Divina Provvidenza e in Piazza D'Annunzio.

Che cosa si faccia durante le riunioni è avvolto da mistero, anz, riservatezza. “I lavori seguono dei riti legati alla tradizione, con paramenti e ruoli, si parla uno alla volta e si ascolta. Non si discute né di religione né di politica, perché sono argomenti che dividono”. A parlare è Pier Giuseppe Rossi, per la maggior parte degli alessandrini l'ex Comandante della Polizia Municipale. Da 28 anni è un orgoglioso massone del GOI (è arrivato fino al grado di Maestro Venerabile della Loggia Marengo 1061), anche se il 'low profile' porta i massoni a non fare proselitismo e neppure a sbandierare ai quattro venti l'appartenenza.

Da quando Rosy Bindi chiese gli elenchi degli iscritti alle Logge italiane per un presunto affaire di 'massomafia' il Gran Maestro Stefano Bisi volle far conoscere un po' di più la massoneria ed aprirsi per levare quel velo di diffidenza sopra ogni cosa misteriosa. Nonostante l'Italia abbia una forte tradizione massonica risorgimentale, dopo la P2 e Licio Gelli l'equazione massoneria uguale sovversivi ha avuto un suo seguito. “A torto: Prima ancora delle inchieste Gelli venne cacciato”, precisa Rossi, grande appassionato di storia italiana ottocentesca, in particolare della figura dell'eroe dei due Mondi. “Fu proprio studiando Giuseppe Garibaldi che scoprii essere stato un Gran Maestro. Così inziò il mio percorso verso e dentro la massoneria il cui fine è sgrossare la pietra grezza interiore e migliorare se stessi. Il trinomio libertà, uguaglianza, fratellanza mutuato dalla Rivoluzione Francese può sintetizzare i principi della libera muratoria”. Insieme a Rossi siede il Consigliere dell'Ordine Alberto Valdata, uno dei 46 in tutta Italia, 4 in Piemonte, grande storico della massoneria. Appartengono alle più diverse categorie i 120 massoni alessandrini. Sono commercianti, professionisti, artigiani. Ma non politici del Consiglio Comunale, non giornalisti, non appartenenti al clero.
L'interesse verso questo ordine iniziatico-esoterico sta comunque crescendo: “Già la scorsa settimana hanno chiesto in tre di entrare”. Ma l'iter non è semplice. “Si è sottoposti a colloqui per verificarne le intenzioni, bisogna rispondere a certi requisiti”. Come non essere atei: “Crediamo in un Essere Supremo, in qualunque forma lo si concepisca senza discriminazioni”.
In tutta Italia i massoni sono impegnati in attività filantropiche: “In città non ancora: ma non escludiamo di farne a breve...”.

Gli uomini del dubbio e del libero pensiero organizzano il 9 giugno una passeggiata massonica ad Alessandria, un tour guidato per i luoghi simbolici e storici per i fratelli muratori mandrogni. Un percorso originale tra le pieghe della Alessandria massonica per conoscere gli aspetti più curiosi e interessanti e dell’impatto socio-politico di questa secolare fratellanza.
Attraverso un racconto storico si scoprirà la nascita e la vera natura della Massoneria, si conosceranno luoghi e personaggi che vi sono appartenuti e che hanno lasciato un segno importante nella storia della città. 
21/04/2018
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