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Provincia

Allarme cinghiali e caprioli, "situazione insostenibile in alcune zone"

Sono 162 gli incidenti stradali causati dall'attraversamento di caprioli e 94 quelli dei cinghiali. Se non è allarme, poco ci manca. E per molti – sindaci di comuni montani o collinari e agricoltori in testa – è già troppo. Il problema esaminato in commissione provinciale
ALESSANDRIA – Sono 162 gli incidenti stradali causati dall'attraversamento di caprioli e 94 quelli dei cinghiali. Sono però numeri non esaustivi del fenomeno perchè sono quelli registrati solo dalle guardie provinciali. Quindi, se non è allarme, poco ci manca. E per molti – sindaci di comuni montani o collinari e agricoltori in testa – è già troppo. 
Se ne è parlato l'altro giorno in una affollata commissione provinciale alla quale hanno partecipato primi cittadini e associazioni faunistico venatorie e di agricoltori. Efficace l'intervento dell'assessore all'agricoltura Lino Rava (nella foto con il presidente di commissione): “quello degli incidenti è solo uno degli aspetti della presenza crescente di ungulati sul nostro territorio. E' un tema delicato e sentito su cui esistono sensibilità e posizioni differenti. In passato ci sono state vibrate proteste contro i piani di abbattimento, soprattutto per i caprioli. A nessuno piace usare i fucili ma mi pare che la sicurezza dei cittadini sia prioritaria”.
Rava ha spiegato come la competenza della provincia sia limitata per quanto riguarda i caprioli. E' la regione che stabilisce i piani di abbattimento e indica il periodo di caccia selettiva che quest'anno è già stato avviato, con un certo anticipo.
“Per quanto riguarda invece i cinghiali, è stato approvato tra Provincia e Atc, aziende faunistico venatorie e Ztr, zone di ripopolamento e cattura, un regolamento per l'attuazione del piano di controllo che prevede una verifica degli abbattimenti e un maggiore monitoraggio del fenomeno”, spiega Rava.
Poco? Troppo? “Intanto è cambiata la visione del problema e sono sempre di più coloro i quali si approcciano ai piani di prelievo in maniera differente”, sottoliena l'assessore.
Dai sindaci (sono interventuti i promi cittadini di Bistagno, Cartosio, Avolasca) arriva chiaro il grido d'aiuto per “arginare” la presenza degli ungulati: “provocano danni all'agricoltura difficilmente quantificabili. Il numero di capi è aumentato in modo spropositato e ci sentiamo impotenti.
“Oltre tutto – ha sottilienato il sindaco di Cartosio – sono spesso pieni di zecche e questo provoca un potenziale pericolo per la salute degli abitanti”.
Rava parla di “sostenibilità”, di punto di equilibrio, difficile da raggiungere, tra la presenza degli ungulati e la presenza dell'uomo.
All’incontro erano presenti anche Confagricoltura e Cia Alessandria.
“Siamo contenti che la Provincia prenda finalmente in seria considerazione questo grave problema – afferma Luca Brondelli, Presidente di Confagricoltura Alessandria – poiché per troppo tempo ci è parsa distratta sull’argomento”.
Con la campagna di raccolta firme “Caprioli….no grazie” che Cia e Confagricoltura Alessandria stanno proponendo, si vogliono portare all’attenzione della Provincia e della Regione Piemonte i gravi danni subiti dalle aziende agricole. Come già più volte evidenziato, gli stessi si riscontrano prevalentemente nei vigneti, nei frutteti, ma anche in tutte le coltivazioni compresi i boschi. Non bisogna poi dimenticare i numerosi incidenti stradali verificatisi in provincia causati dai caprioli e cinghiali durante il loro improvviso attraversamento delle strade. Non da ultimo occorre considerare il grave problema delle zecche che questi animali diffondono con pesanti rischi per la salute umana.
“Molte sono state le persone che hanno sottoscritto la nostra petizione, abbiamo ormai raggiunto le 10.000 adesioni e numerosi sono anche i Sindaci che ci sostengono in questa iniziativa” afferma Carlo Ricagni, Presidente di Cia Alessandria.
La denuncia dei sindaci e delle associazioni agricole alla Provincia è stata volutamente forte proprio in risposta alle continue e pressanti sollecitazioni che giungono dal mondo agricolo nel suo complesso.
Alle Istituzioni sono stati chiesti interventi mirati e decisi, da condurre senza troppe remore e paure politiche nel portare alla luce questi problemi, pur nella consapevolezza che è l’intero “sistema territorio” che insieme deve trovare le giuste soluzioni, quanto più possibile condivise.
"In questi giorni in Consiglio regionale si sta discutendo il nuovo testo della Legge sulla caccia; a breve, terminata la raccolta delle firme, consegneremo all’assessore regionale alla caccia Claudio Sacchetto il documento con le nostre richieste di modifica del Disegno di Legge in discussione”, concludono i presidenti Brondelli e Ricagni.
22/06/2013
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