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Alessandria

Consulta del no profit, fare rete è tempo sprecato?

Passata da punto strategico da parte dell’amministrazione a essere sostanzialmente messa da parte. Ma l'assessore risponde: "Il Comune supporta e facilita le buone idee, non eroga soldi in modo clientelare".
ALESSANDRIA - L’organo istituzionale che si dovrebbe occupare di coordinare le diverse realtà alessandrine, aiutandole a conoscersi, fare rete fra loro e intessere collaborazioni virtuose, non viene convocatoormai da anni.

Nata nell’ottobre 2012, per volontà dell’ex assessore Gianni Ivaldi (che proprio inqueste ore annuncia la sua candidatura a sindaco di Alessandria, contro il sindaco uscente Rita Rossa) la Consulta è passata dall’essere considerata un punto strategico da parte dell’Amministrazione a essere sostanzialmente messa da parte, per scelta dell’attuale assessore alla partecipazione pubblica Mauro Cattaneo.

Ne fanno parte circa 350 associazioni cittadine, divise inquattro gruppi di lavoro: sociale, ambiente, impegno civile e culturale, sport. “Non è assolutamente mia intenzione rinunciare a questa Consulta e proporne lo scioglimento - precisa l’assessore Cattaneo - ma è vero che la stessa non è più stata convocata e che probabilmente andrebbe ripensata, perché a cambiare nel frattempo è stato il rapporto fra gran parte del mondo delvolontariato e le istituzioni”.

Se la convocazione plenaria non c’è più stata, i sottogruppi di lavoro che raccolgono le diverse attività di volontariato per aree di competenza hanno invece in gran parte proseguito gli incontri e le iniziative: “dall’ambiente agli aspetti sociali, dallo sport alla cultura, la nostra porta è sempre aperta con chi vuole collaborare con Palazzo Rosso, proponendo contenuti e percorsi di qualità - racconta Cattaneo - prova ne sono stati l’ormai storica rassegna Inchiostro e il recente Festival del Cinema di Alessandria, che ha raccolto grandi consensi e che abbiamo supportato fornendo gli spazi del teatro e altre facilitazioni.

Ciò che è finito è il tempo in cui le associazioni intrattenevano con il comune un rapporto clientelare, chiedendo, magari per rapporti di amicizia con alcuni esponenti, contributi mirati per singoli eventi sparendo poi per il resto del tempo.
Oggi la gestione dei fondi e di parte dell’assistenza viene gestita in maniera egregia e professionale dal Csva (Centro Servizi per il Volontariato) e d’altronde lo stato delle finanze degli enti locali è tale da ridurre moltissimo le contribuzioni dirette che è possibile erogare”. Secondo l’assessore Cattaneo “è nel quotidiano che si costruiscono i rapporti fra le differenti associazioni e non con assemblee plenarie che in passato hanno dimostrato più una vocazione autorappresentativa e da ‘parlamentino’ che non uno spazio davvero utile alla crescita di chi vipartecipa.
I tavoli tematici continuano invece a vedersi e lavorare, hanno il giusto spirito di servizio alla città e questo è l’importante”.
26/03/2017
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