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La psicologa risponde

Cucciolo in famiglia: come sopravvivere?

L'arrivo di un tanto sognato cucciolo in famiglia può destabilizzare gli equilibri costruiti nel tempo. Veronica chiede consiglio su come gestire la situazione caotica che si è creata in casa dopo l'arrivo del cagnolino regalato alla figlia
LA PSICOLOGA RISPONDE - Scrive Veronica (nome di fantasia), 34 anni: "Buongiorno, ho una figlia di 10 anni che chiedeva da tempo un cagnolino. Quest'anno abbiamo ceduto alla sua richiesta, anche come premio per la bella pagella. Ma il premio si sta trasformando in un incubo per tutti. Abbiamo preso un cucciolo di cane che sta sconvolgendo la vita a tutta la famiglia per l'impegno che richiede (sveglia alle 5 del mattino, i "bisogni" fatti sul pavimento di casa, le vacanze a rischio ecc ecc). Come se non bastasse, il nuovo arrivo sta creando molta tensione anche in famiglia, tra me e mio marito. E' un continuo litigio su chi deve fare cosa. Arriviamo a rinfacciarci: "lo hai preso tu il cane, non io". In tutto questo anche la bambina sta iniziando a pensare che forse si stava meglio senza il cane. Non so se riusciremo a reggere ancora per molto. Come possiamo superare questa crisi? Grazie"

I cuccioli a quattro zampe sono irresistibili e teneri per molte persone, e questo può portare alla decisione affrettata di accogliere in famiglia un piccolo fido o micio senza aver prima valutato appieno l'impegno e le responsabilità che questa adozione implica. Nel caso di Veronica, la sua famiglia ha appena adottato un cucciolo di cane cedendo alle richieste della figlia, ma ora l'entusiasmo iniziale ha lasciato il posto alla frustrazione per i guai combinati dal cagnolino, con conseguenti tensioni e scarichi di responsabilità tra i coniugi.
In realtà molte valutazioni andavano necessariamente considerate prima di prendere il cucciolo, infatti i comportamenti segnalati nel messaggio fanno parte della normale fase di accoglienza e adattamento del cagnolino, non si tratta per tanto di un cucciolo particolarmente problematico rispetto ad altri. Al di là di questo errore di valutazione iniziale, ora la famiglia di Veronica ha la possibilità di confrontarsi con la realtà per modificare le fantasie sul cucciolo e creare nuovi equilibri che favoriscano un buon adattamento di tutti i familiari, cagnolino compreso.

Innanzitutto la famiglia di Veronica deve ricordare che può non essere sola a gestire questa situazione. Il veterinario di riferimento ha sicuramente ottimi consigli da offrire sulla corretta gestione del cucciolo durante il primo periodo, che richiede molta pazienza, spirito di adattamento e ferma coerenza. Inoltre esistono diversi centri di addestramento che insegnano ai cani dai tre mesi in avanti ad obbedire ai comandi in un clima sereno e giocoso.
L'educazione del cane inizia comunque in casa, attraverso ricompense nel momento in cui il cucciolo si comporta correttamente. L'apprendimento dei cani avviene tramite associazioni e rinforzi positivi. Da diversi studi sappiamo che i cani riescono a creare associazioni tra eventi concomitanti quando vengono premiati con del cibo, e su questo principio si basano moltissime tecniche di addestramento. Per rinforzare positivamente il cane a fare i propri bisogni fuori casa si può premiarlo lodandolo e dandogli un piccolo bocconcino non appena ha sporcato all'aperto, senza però far passare più di qualche secondo. Quando invece sporca in casa l'unico comportamento utile all'apprendimento é pronunciare un secco e deciso "no" (senza dire il nome del cane) se si coglie in flagrante; non ha invece alcuna utilità spingere il muso del cane nei suoi bisogni ormai fatti, perché il cucciolo non é in grado di creare associazioni tra eventi separati nel tempo.
Per quanto riguarda l'agitazione notturna, il veterinario saprà dare i migliori consigli legati all'alimentazione, al ciclo di sonno-veglia, alle caratteristiche della cuccia e alla quantità di movimento che sono più indicati alla razza specifica del cucciolo. La notte resta soprattutto nei primi tempi dell'adozione un momento critico, in quanto a volte il cucciolo si spaventa ritrovandosi solo in un ambiente nuovo, silenzioso e buio, e per istinto ricerca l'attenzione del nuovo padrone che si prende cura di lui. L'invito é di avere pazienza ed essere disponibili a donare al cucciolo le attenzioni e l'affetto di cui ha bisogno, perché nei primi tempi si tratta di necessità, e non di capricci. In poco tempo il cane sentirà di essere in un ambiente sicuro e saprà rimanere tranquillo senza far passare notti insonni.
Sull'argomento vacanze, ormai avere un cane non costituisce più un impedimento: su internet o presso le agenzie di viaggi sono reperibili molte opportunità di alloggio che consentono di portare con sé gli animali domestici. L'importante é rendere il viaggio meno traumatico possibile per il cane, abituandolo a percorrere tratte sempre più lunghe, e all'occorrenza richiedendo al veterinario dei tranquillanti per il viaggio.

L'ultimo consiglio é rivolto a riattivare nella figlia di Veronica l'entusiasmo e l'interesse per il cucciolo tanto desiderato, sarebbe infatti poco educativo aver ceduto alla sua richiesta e ora ignorare o addirittura assecondare il suo disinteresse per il cagnolino. Considerando poi che siamo ormai in estate, per trovare nuovi equilibri e far sentire accolto il nuovo arrivato la famiglia di Veronica potrebbe organizzare piccole gite e passeggiate insieme al cucciolo, godendo così di momenti familiari all'aperto e degli sguardi e commenti positivi dei passanti, che molto probabilmente risveglieranno l'entusiasmo perduto nella figlia.

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23/06/2014
Sara Bosatra, psicologa clinica e psicoterapeuta espressiva in formazione - redazione@alessandrianews.it
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