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Alessandria

Da stranieri a cittadini: ma serve l’aiuto di tutti

Concluso il progetto guidato dalla Prefettura di Alessandria, è tempo di bilanci sull'integrazione degli stranieri in città e sul ruolo che le istituzioni possono ricoprire per favorire una convivenza sociale non solo necessaria ma anche ricca di potenzialità
ALESSANDRIA - Venerdì 28 giugno è stato presentato il bilancio conclusivo del progetto “Da Straniero a Cittadino”, percorso guidato dalla Prefettura che ha coinvolto istituzioni, operatori del terzo settore e persone immigrate nel nostro Paese. L’obiettivo è stato quello di “lavorare alla costruzione di un vero e proprio percorso d’integrazione, capace di valorizzare le ricchezze che la diversità sempre porta con sé, pur nella consapevolezza di come serva una rete integrata di soggetti e capacità per superare le tante difficoltà che processi di questa complessità comportano”. 

Il percorso ha coinvolto i comuni di Alessandria, Casale Monferrato, Novi Ligure, Tortona e Serravalle Scrivia (che sul territorio provinciale detiene il “record” della più alta densità di stranieri, circa il 20% della popolazione residente). Per trasformare chi giunge nel nostro Paese con l’obiettivo di restarvi in un vero e proprio cittadino servono due distinti percorsi, uno di formazione per gli operatori che, a vario titolo, si occupano dell’accoglienza e dell’orientamento delle persone immigrate verso percorsi d’integrazione, e uno rivolto a chi giunge nel nostro Paese, con l’obiettivo di aiutarlo a comprendere diritti e doveri dell’essere cittadini italiani, e quali siano le strade da seguire per ottenere con il tempo una piena cittadinanza (per esempio, come è stato fatto, attraverso la realizzazione di opuscoli informativi - dal titolo Italia: Istruzioni per l'uso - tradotti in 8 lingue). 

Per questo sono stati creati materiali e incontri di formazione ad hoc, grazie al contribuito dei mediatori culturali, figure di riferimento ormai imprescindibili sul territorio, della cooperativa sociale Azimut, dell’Enaip, dell’Ires, dell’Isral (che ha prodotto un video di presentazione della provincia tradotto in diverse lingue), dei Ctp e dell’Università Amedeo Avogadro.

Romilda Tafuri, Prefetto di Alessandria, sottolinea: “la progettualità che questo territorio è stato capace di mettere in campo è stata premiata con un riconoscimento straordinario di fondi, proprio considerata la capacità dimostrata dall’intero sistema di fare rete. Le occasioni per intercettare risorse a livello europeo che aiutino percorsi di integrazione non mancano, ma a livello italiano facciamo ancora purtroppo fatica a valorizzare certe esperienze. Sebbene questo specifico progetto si sia concluso, i benefici della maggiore integrazione proseguono tutt’ora e proseguiranno ancora nel tempo. Oggi possiamo sentirci orgogliosi per il lavoro svolto, che è figlio di un’attività non improvvisata ma ben pianificata, pur in un momento di scarse risorse economiche un po’ a tutti i livelli”.

Un primo assaggio d’integrazione che porta frutti lo si è avuto nel pomeriggio di venerdì quando, alla Ristorazione Sociale di Alessandria, i rifugiati oggi accolti in città nell’ambito dell’Emergenza ribattezzata “Mare Nostrum” hanno incontrato adulti e ragazzi per raccontare le proprie storie, far assaggiare i piatti tipici dei loro paesi di provenienza e condividere momenti di musica e festa. Durante il pomeriggio l’associazione Cambalache, che in città si occupa della sistemazione dei rifugiati, ha organizzato un gioco di ruolo (creato dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) per offrire ai cittadini italiani la possibilità di “vivere in prima persona” l’esperienza della fuga dal proprio paese e le peripezie che è necessario affrontare per trovare ospitalità altrove. Fra i partecipanti tanti ragazzi dei “Fraschetta Boys” di Spinetta Marengo, gruppo gestito dalla cooperativa “Il Gabbiano” e finalizzato a sollecitare l’incontro degli adolescenti sul territorio e lo sviluppo di percossi di sempre maggiore consapevolezza e responsabilità da parte dei ragazzi.

Di seguito il punto della situazione sull’accoglienza dei rifugiati in provincia (Ahmed Osman - mediatore culturale) e sull’organizzazione dell’accoglienza nel capoluogo (Mara Alacqua - associazione Cambalache).
 



30/06/2014
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