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Società

“Dovrebbero essere medici, non burocrati”

Disability manager e associazione invalidi sul lavoro accendono i fari sui disagi segnalati da molte famiglie con gli alcuni uffici Asl: “si sono allungati a dismisura i tempi di consegna dei presidi per i disabili. Sbagliato parlare di 'priorità' tra chi ha bisogno”
NOVI LIGURE – Una “burocrazia” sempre più ingombrante, che arriva a fare sentire l'assistito “un peso vergognoso”. L'ufficio disabilità di Novi, presieduto da Bruno Ferretti, insieme alla sezione provinciale dell'associazione Invalidi sul Lavoro, Elio Balistreri (insieme nella foto a sinistra), accendono i riflettori sui rapporti con alcuni uffici Asl e, in particolare, sul servizio Protesico, chiamato a fornire, dietro prescrizione specialistica, i presidi per disabili, invalidi o persone in difficoltà, dalle carrozzelle, alle scarpe “speciali”.
“E' ormai da diverso tempo, da quando si è portato avanti l'accorpamento tra presidi ospedalieri di Novi e Tortona, che registriamo disagi crescenti” spiega Ferratti.
Oltre ai tempi d'attesa allungati a dismisura, quel che fa più male, dice una mamma di Arquata, “è il fatto che ti rimbalzano da una persona all'altra, fino a sfinirti, a farti sentire un peso vergognoso”.
Qualche esempio? “Il medico specialista ha prescritto un ciclo di dieci sedute riabilitative per il famigliare che assisto. Le potrà fare tra un anno. Eppure la prescrizione è stata fatta da un medico della stessa Asl”. Ad un altro paziente è stato fatto attendere sette mesi prima di poter avere un paio di scarpe ortopediche.
I disagi sarebbero cominciati con lo spostamento dell'ufficio Presidi a Tortona. A Novi è rimasto solo un ufficio amministrativo che “disbriga” le pratiche, passate poi a Tortona, aperto tre giorni e mezzo a settimana.
“Ho posto il problema alla direzione. Mi è stato detto che si tratta di stabilire delle priorità. E' un discorso che non riesco ad accettare. Non si possono stabilire priorità tra chi sta male ed ha bisogno”, dice Ferretti.
“La nostra – continua Balistreri – vuole essere una segnalazione costruttiva. Non siamo “contro” nessuno, ma ci sembrava giusto segnalare una situazione di disagio che stanno vivendo molte famiglie”.
“Chi si rivolge al servizio, non lo fa per approfittarne. Se l'Asl vuole fare più controlli sulle richieste, sono ben accetti. Chi ha bisogno non ha nulla da nascondere. E' giusto che si adottino criteri di rigore. Ed è comprensibile che in momenti di riorganizzazione si creino disservizi. Ormai i disagi vanno avanti da troppo tempo, però, e non devono andare a colpire chi si trova già in difficoltà”.
22/05/2018
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