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Alessandria

“Gioco d'azzardo: spirale micidiale"

Giovedì a Castelletto Monferrato si è tenuto l'incontro “La vita non è un gioco” sulle nuove dipendenze
CASTELLETTO MONFERRATO - Giovedì 27 giugno, alle 21, nei locali del Comune di Castelletto Monferrato, si è svolto il quarto incontro del ciclo “New Addictions - Nuove Dipendenze”, che si inserisce nell’ambito del progetto “Giovani&Informati2”.

L’iniziativa, proposta dall’Assessorato alle Politiche per i Giovani del Comune di Alessandria e il Servizio Giovani di Aspal in collaborazione con il Sert di Alessandria e l’Asl Vco, è stata presentata dal vice sindaco di Castelletto M.to, Gianluca Colletti.

Il dott. Maurizio Scaglia, docente in Psicologia e dirigente del Centro Dipendenze Patologiche dell’Asl di Alessandria, ha analizzato le cause e gli effetti del gioco d’azzardo patologico. Un passatempo che diventa dipendenza: questo processo, sempre più frequente, è dovuto alla capillare presenza di slot machines e siti di gioco online nella vita quotidiana. Inoltre, nell’era multimediale, la figura del giocatore d’azzardo è complessa da tratteggiare: non solo confinato nei luoghi deputati al gioco, ora chiunque sia in possesso di un computer collegato a internet e di una carta di credito può diventare un giocatore compulsivo. Il gioco on-line è estremamente pericoloso da questo punto di vista: dissipandosi la funzione socializzante del gioco, quest’ultimo diviene un rituale solitario e una compulsione. Come in altre net-patologie, il soggetto rimane imprigionato in un circolo vizioso, al punto da trascurare e distruggere, nei casi patologici più gravi, i rapporti umani, sociali e familiari.

Il fenomeno del gioco d’azzardo abbraccia anche i più giovani, che spesso non riescono a giocare responsabilmente, proprio perché il bisogno compulsivo del gioco si manifesta in modo progressivo e non facilmente riconoscibile. Nonostante il gioco d’azzardo scaturisca per lo più da un bisogno di svago e divertimento, molte persone possono sviluppare comportamenti compulsivi molto simili a quelli che si manifestano con la dipendenza da sostanze. I giocatori patologici rappresentano l'1-3% sul totale dei giocatori d'azzardo: spesso non è solo il denaro in palio, ma anche l’adrenalina a "giocare" un ruolo fondamentale. Pascalianamente, non si cerca solo di vincere, ma si cerca anche la ricerca della vincita. L’incontro, a ingresso libero, ha coinvolto famiglie, operatori socio-assistenziali, educatori e insegnanti fornendo loro gli strumenti necessari per riconoscere i segnali del gioco d’azzardo patologico, in ottica preventiva.

Al coordinatore provinciale dell’associazione Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), Carlo Piccini, coadiuvato dal giovane ricercatore Michele Gozzelino, una curiosa disamina della filiera del gioco l’azzardo, con statistiche, decreti legge e risvolti sociali dannosi come la criminalità organizzata.

Le vittime del gioco patologico in Italia sono circa 700 mila, con una percentuale maggiore di giocatori maschili. Un nuovo decreto ha imposto a ogni esercizio commerciale dotato di postazioni per giochi d'azzardo o scommesse di esporre cartelli ben visibili circa i rischi generali del gioco. Le campagne di sensibilizzazione dell’utenza, a volte, non bastano: per questo risultano preziosi i contatti sul territorio di servizi di assistenza per le ludopatie e iniziative formative di prevenzione come quella di Castelletto.
30/06/2013
Mara Ferrari - Redazione giovani Alessandria - redazione@alessandrianews.it
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