Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Alessandria

Forse una soluzione per la “moschea” del Cristo

Dal comando di Polizia Municipale anticipano che, grazie a una possibile variazione di utilizzo, la struttura potrebbe essere resa agibile per la preghiera. Nelle scorse settimane la segnalazione di alcuni cittadini aveva fatto scattare la denuncia
La "moschea" di via Bonardo potrà continuare la sua attività alla luce del sole? E’ quello che sperano i cittadini di fede islamica che fino a qualche settimana fa hanno utilizzato lo spazio di un capannone industriale al Cristo come luogo per ritrovarsi a pregare. Dal comando (nella foto il comandante Pier Giuseppe Rossi) spiegano come sta procedendo la vicenda: “le due persone coinvolte, il proprietario del capannone e l’intestatario dell’affitto, hanno chiesto una sanatoria e, grazie a una domanda di variazione d’utilizzo, la struttura potrebbe continuare a ospitare le persone desiderose di ritrovarsi a pregare". La vicenda, iniziata qualche settimana fa con una segnalazione di alcuni residenti di via Bonardo, insospettiti da un assiduo viavai presso un capannone, aveva portato alla denuncia di due persone e alla temporanea sospensione delle attività della “moschea” improvvisata. Lì infatti una quarantina di cittadini islamici si recavano con continuità per pregare insieme. Ai residenti però l’insolito afflusso di persone a orari prestabiliti non era passato inosservato ed era partita appunto una segnalazione alla polizia municipale.

Sulla vicenda in queste settimane sono intervenute diverse realtà cittadine: la comunità S. Benedetto al Porto e la “Casa di Quartiere” di via Verona, in una lettera hanno espresso solidarietà con i partecipanti, ricordando come quello alla fruizione di spazi di culto sia un diritto sancito dalla Costituzione e come si tratti di un gesto di civiltà quello di offrire a quanti li richiedano spazi di ritrovo e preghiera. Come spiegano nella loro missiva:
 
“Questo episodio riporta fortemente in Città un quesito che molti hanno rimosso in questi anni: è possibile concedere alla seconda religione alessandrina (per numero di adepti residenti) un luogo di Culto aperto, dignitoso e accessibile? E' una domanda alla quale è criminale non rispondere e non attrezzarsi di conseguenza. Gli amici Musulmani non chiedono soldi, carità o promesse. Esigono solamente che gli venga riconosciuto un diritto. Che se garantito con una moschea cittadina sanerebbe tutte quelle situazioni in cui molti si ritrovano a pregare senza la necessaria sicurezza e tutela. Perché quindi non attivarsi per costruire un percorso che consenta al Comune di concedere un’area adeguata dove i fratelli musulmani possano scegliere di costruire la moschea?

Dal canto loro, alcuni degli stessi cittadini musulmani dichiarano: “per noi si tratta di un momento fondamentale non solo per la preghiera in sé, ma anche come luogo di ritrovo e di condivisione. La Moschea di via Verona è pienissima e assai difficile da raggiungere per chi deve pregare cinque volte al giorno, lavora e spesso abita lontano. Uno spazio più vicino sarebbe per noi fondamentale”.

Molto più cauti appaiono invece i consiglieri comunali Mario Bocchio (nella foto) e Maurizio Grassano, che richiamano la proposta di legge avanzata in Consiglio regionale da Marco Botta, onorevole del Pdl, presentata proprio con l’obiettivo di regolamentare la concessione di permessi per la costruzione o la ristrutturazione di spazi da adibire a luogo di culto. Spiega Bocchio, che, con il collega Grassano, ha presentato nei giorni scorsi un ordine del giorno in consiglio comunale per attuare una moratoria per la costruzione e l’apertura di nuove moschee e centri culturali islamici ad Alessandria fino a quando non saranno approvate specifiche leggi nazionali e regionali per regolamentare l'edificazione di luoghi di culto per le confessioni che non abbiano stipulato intese con lo Stato italiano:
“ognuno di noi - si legge nel comunicato di Bocchio e Grassano - è favorevole alla costruzione di nuovi luoghi di culto in Italia, purchè ci sia un controllo dello Stato sulle effettive finalità religiose, e non si trasformino in luoghi per altri fini. Sosteniamo la libertà di culto, ma nel contempo chiediamo maggiori controlli da parte dello Stato. Dobbiamo infatti garantire che i musulmani presenti nel nostro Paese possano coltivare la loro religione in maniera appropriata”. "Il luogo di culto in quanto tale è sempre sorgente di comunione e di dialogo, ma il problema sussisterebbe - rimarcano - quando il luogo di culto potrebbe assumere tipologie che sono eterogenee alla propria identità. In questo caso la convivenza sociale e lo Stato in particolare esigono una verifica, un controllo”. 

Con toni decisamente più forti e apertamente contrari nei giorni scorsi si era espressa anche la sezione cittadina di Forza Nuova, che, esprimendo solidarietà ai cittadini autori della segnalazione, dichiarava: “Questa appropriazione 'illegale', da parte della comunità musulmana, è l’anello di una catena fatta di arroganze e prevaricazioni alla comunità locale. 
I musulmani si sono arrogati il diritto di poter fare ciò che vogliono, come se fossero i padroni della città. Dicono che alla moschea di Via Verona sono in troppi a pregare e dovevano trovare un altro posto. Ma chi dà loro il diritto?
 Vorremmo vedere, se in un paese a maggioranza musulmana, i cristiani possano godere del diritto di professare liberamente la loro religione”. 

Resta il fatto che da diversi anni i rappresentanti della comunità islamica cittadina, con in testa coloro che si incontrano regolarmente in via Verona, chiedono la possibilità di trovare un luogo dove poter erigere una vera e propria moschea per le loro preghiere, da tanti considerata "un simbolo di vera pluralità così come garantito dalla nostra Costituzione, di civilità (anche intesa in senso laico) e di autentica spinta all'accoglienza e all'integrazione di quanti sono ormai a tutti gli effetti cittadini di Alessandria ma spesso faticano a trovare spazi dove poter praticare con dignità e sicurezza la propria fede, quale che sia". 
21/11/2011
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



Wilko Johnson Band al Macall? di Castelceriolo
Wilko Johnson Band al Macall? di Castelceriolo
Wilko Johnson Band al Macall? di Castelceriolo
Wilko Johnson Band al Macall? di Castelceriolo
Droghe e alcol: impennata di consumo fra i più giovani
Droghe e alcol: impennata di consumo fra i più giovani
Nuovo allestimento per “I Percorsi dell’Arte” dedicato a Carlo Carrà
Nuovo allestimento per “I Percorsi dell’Arte” dedicato a Carlo Carrà
"Gli Ambulanti di Forte dei Marmi®” ad Alessandria domenica 7 aprile
"Gli Ambulanti di Forte dei Marmi®” ad Alessandria domenica 7 aprile
Antonio Albanese il prossimo 13 dicembre 2018 al Palatenda Alegas con "Personaggi"
Antonio Albanese il prossimo 13 dicembre 2018 al Palatenda Alegas con "Personaggi"
-->