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Alessandria

Riparte la lotta alle zanzare: il Comune risparmia 460 mila euro

Il comune di Alessandria insieme ad altri 11 hanno aderito al Progetto di lotta biologica alle zanzare condotta dall'istituto regionale Ipla. "Maggiore competenza, ma anche più risparmio per l'amministrazione - ha spiegato l'assessore Lombardi - Il costo passa dai 500 mila del 2012 ai 40 mila di questo anno"
 ALESSANDRIA - Una buona notizia per la popolazione dei 12 comuni della Provincia, Alessandria compresa, che hanno aderito al nuovo progetto di lotta biologica alle zanzare. Qualche ronzio e qualche puntura in meno quest'estate, grazie ad una nuova attività di contrasto al proliferare delle zanzare con un criterio innovativo e di efficienza. Così fino a un paio di anni fa era il Comune di Alessandria ad assumere il ruolo di capo progetto di questa attività consortile – che si avvaleva dei fondi messi a disposizione dalla Regione Piemonte atti a coprire il 50% dei costi - anticipando l’intero costo dell'operazione, ma con un ritorno delle spese sempre molto in ritardo (anche dopo due o più anni).
Oggi invece a capo fila di questa attività c'è l'istituto regionale Ipla ( Istituto per le Piante da Legno e per l’Ambiente): oltre alla maggiore professionalità e competenza rispetto all'ente comunale – come ha spiegato l'assessore all'Ambiente Claudio Lombardi – c'è anche un maggiore risparmio dal punto di vista economico. Infatti Alessandria sostiene un'unica spesa, che è proporzionata alla dimensione territoriale e al numero di abitanti: “oggi sul bilancio 2014 e quindi come spesa Alessandria versa 40 mila euro”. Ben diverse le cifre rispetto agli anni passati, dove i numeri ballavano su qualche zero in più: “la spesa nel 2012 era stata di 500 mila euro” ha affermato Lombardi. “Una riduzione piuttosto forte delle incombenze burocratico-amministrative che hanno afflitto in passato l’amministrazione” e che oggi vengono demandate al nuovo capo progetto, l'Ipla, che si avvarrà dei fondi regionali, per un totale di 5 milioni di euro (senza anticipi troppo esosi per il Comune).

Ma cosa fa l'Ipla in concreto? Intanto è un istituto che già opera in molti altri comuni del Piemonte e che si occupa di tre aree d'intervento: la prima è rappresentata proprio dall'operazione di lotta alle zanzare nelle vaste risaie della regione (soprattutto Novara, Vercelli, ma anche Monferrato e area del Po') con l'utilizzo di mezzi aerei. “La seconda area di copertura è quella contro le zanzare vettori di malattie, come le zanzare tigre – ha spiegato Igor Boli, rappresentante dell'Ipla, insieme a Paolo Roberto tecnico – Questo progetto “vettori” per noi è importante perché andiamo a fare informazione tra la popolazione con la distribuzione di materiale illustrativo e anche incontri nelle scuole”. Questo perchè il 75% della riproduzione delle zanzare tigre avviene in aree private e non pubbliche: “vengono sfruttati per la riproduzione delle larve i piccoli ristagni di acqua. Quindi sottovasi dei fiori sul balcone, ma anche bottiglie o contenitori con poca acqua stagnante”. 
Quindi cosa fare? Le prime regole essenziali sono non lasciare ristagni d'acqua, mentre come seconda azione possibile c'è l'utilizzo di prodotti biologici di lotta alla riproduzione di alvei di larve, che non sono dannosi per uomini e animali. L’Amministrazione Comunale ha infine deciso di emettere un’ordinanza sindacale in merito in conformità all’agire di altri comuni piemontesi ed in particolare della municipalità di Torino, con la quale si sanzionano quei comportamenti scorretti che favoriscono la riproduzione delle zanzare.

L'ultimo settore di azione è quello che interessa i Comuni che hanno aderito al progetto “urbano”, dove ogni ente finanzia la propria aree territoriale. Qual'è la buona notizia di Alessandria? “Il suo reinserimento nel progetto. E' uno dei pochi grandi comuni a rientrare, andando in contro-tendenza rispetto ad altre zone del Piemonte”. Sul nostro territorio il referente è il dottor Talbalagi, ma a monitorare il territorio ci saranno 3 operatori, tre tecnici che hanno già iniziato a girare per capire quali sono i problemi e andare ad incidere proprio sulle larve delle zanzare. Per avere un'idea dell'andamento della riproduzione, sono state piazzate anche delle trappole, in determinate zone, per le zanzare già adulte. Infine nel progetto “urbano” è compresa anche l'operazione di controllo su luogo pubblico (in primis i tombini) dove c'è ristagno di acqua sporca e maggiore possibilità di proliferazione: “qui si agisce con prodotti chimici grazie all'azione di ditte specializzate e appositamente incaricate di interventi in ambito pubblico”. Per maggiori informazioni sul servizio, ma anche per “consigli” al privato cittadino sulla prevenzione in giardini e fioriere della riproduzione delle larve, l'Ipla ha attivato un numero verde: 800-171-198 (dal lunedì al venerdì 9-17).
13/06/2014
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