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Provincia

Sanità, dopo il “caso” di Novi e Ovada, tutto da rifare

Stop dell'assessore regionale Saitta a Marforio sulla preparazione della dose unica del farmaco “in attesa di una valutazione”, dopo la chiusura da parte dei Nas dei laboratori di Novi e Ovada. Rossa (Alessandria) e Muliere (Novi Ligure) propongono l'attivazione di un tavolo permanente sulla sanità regionale: “La razionalizzazione non deve penalizzare il paziente”
PROVINCIA – Il direttore dell'Asl unica alessandrina Paolo Marforio (foto in basso) chiamato a “rapporto” dal neo assessore alla Sanità Antonio Saitta e dai sindaci della rappresentanza dell'Asl, convocati dal presidente Rita Rossa. Tema dell'incontro è stata, in primo luogo, la chiusura dei laboratori dove vengono preparati i farmaci antiblastici di Novi e Ovada, ma si è parlato anche di razionalizzazione della rete, avviata dalla precedente giunta regionale. Tutto lascia pensare che ci sarà una revisione della riorganizzazione così come immaginata dalla giunta di Roberto Cota e, in attesa di capire in che direzione andare, i sindaci alessandrini chiedono l'attivazione di un tavolo permanente. Anche l'assessore Saitta propone un maggior coordinamento delle rete oncologica piemontese guidata dal dottor Oscar Bertetto.
Sulla vicenda della chiusura da parte dei Nas dei due laboratori, Marforio ha relazionato intanto nella sala giunta di palazzo Rosso, dove ieri mattina si era riunita la rappresentanza dei sindaci Asl, un organismo ristretto rispetto all'assemblea, di cui fanno parte i primi cittadini dei centri zona, dove hanno sede presidi ospedalieri.
Il direttore dell’Asl Al, Paolo Marforio, ha spiegato che “si è gestita l’emergenza, dal momento che già esisteva un progetto di trasferimento al laboratorio di Tortona ed adesso si stanno monitorando le criticità”.
Il dibattito è proseguito, alimentato dai consiglieri regionali e dai sindaci di Novi Ligure e Ovada che hanno sottolineato come, al centro dei ragionamenti, vadano collocati i pazienti ed i loro diritti, facendo riferimento non solo alle città, ma a tutto il bacino territoriale che gravita intorno.
In particolare, il sindaco di Novi Ligure Muliere ritiene che “se la razionalizzazione è un elemento ineludibile, non può però avere conseguenze critiche sui pazienti. Il tema della razionalizzazione della rete ospedaliera è da approfondire valutandone costi e benefici”.
La riunione si è chiusa con la proposta del sindaco Rossa di riunire nuovamente, la rappresentanza il prossimo 11 luglio per verificare l’andamento della gestione dei laboratori in questo primo periodo. Ha, inoltre, informato i presenti del recente incontro con l’assessore Saitta, al quale ha chiesto una visita urgente sul territorio per fare il punto sulla situazione socio-sanitaria e socio assistenziale.
“Ho consegnato ai consiglieri regionali un appello, in attesa della visita dello stesso Saitta sul territorio – ha commentato il sindaco, Maria Rita Rossa - affinché si impegnino per stimolare un cambio del metodo di lavoro in Regione e garantire una maggiore condivisione ed un maggiore confronto con il territorio.
Ho proposto, infine, la costituzione di un tavolo permanente sulla Sanità in Regione sul tema della salute in cui gli attori principali di governo siano i Sindaci, responsabili della tutela della salute pubblica, un tavolo che nel confronto con la Regione metta al centro i diritti delle persone e dei cittadini”.
Nel frattempo, allertato dal sindaco di Alessandria, si era mosso anche lo stesso assessore Saitta.
“Ho ribadito al dottor Marforio la centralità del ruolo di coordinamento delle rete oncologica piemontese guidata dal dottor Oscar Bertetto - dice l'assessore - che aveva da molto tempo fornito indicazioni diverse da quanto si è poi verificato ad Alessandria.
Venerdì 4 luglio, subito dopo un incontro di presentazione che avrò con tutti i vertici di Aso e Asl piemontesi in assessorato, torneremo ad approfondire le questioni collegate alla preparazione dei farmaci antiblastici, per capire se centralizzare ad Alessandria appaia con i dati alla mano la soluzione più corretta sia per ragioni economiche sia per tutelare la salute dei pazienti, che restano al centro delle nostre preoccupazioni prioritarie.
30/06/2014
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