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L'avvocato risponde

Successione per legge e quote riservate

Spesso si fa confusione tra la successione per legge e le quote che la legge riserva ai legittimari...
L'AVVOCATO RISPONDE - Spesso si fa confusione tra la successione per legge e le quote che la legge riserva ai legittimari.
Si apre una successione per legge quando il defunto non ha disposto del proprio patrimonio con testamento.
In quest'ultimo caso, la legge disciplina la suddivisione del patrimonio in favore di determinati soggetti e precisamente:
- coniuge (in assenza di figlia, genitori e fratelli) intera eredità;
- figli (in assenza del coniuge) intera eredità da dividersi in parti uguali;
- coniuge in presenza di un solo figlio, l'eredità va divisa in parti uguali;
- coniuge in presenza di più figli, l'eredità spetta 1/3 al coniuge e 2/3 divisi in parti uguali tra loro ai figli;
- Coniuge e fratelli, l'eredità spetta 2/3 al coniuge e 1/3 ai fratelli in parti uguali tra loro;
- Coniuge e genitori, l'eredità spetta per 2/3 al coniuge e per 1/3 in parti uguali tra loro ai genitori;
- Coniuge, fratelli e genitori, l'eredità spetta per 2/3 al coniuge, per 1/3 ai genitori e fratelli, salvo il diritto dei genitori ad ottenere almeno 1/4;
- Fratelli e Genitori, in assenza di coniuge e discendenti, si dividono l'eredità per capi, fatto salvo il diritto dei genitori ad ottenere almeno 1/2.
Quando invece si parla di quote riservate per legge ci si riferisce alle quote che spettano agli eredi anche contro la volontà del defunto.
Pertanto quando il testatore dispone dei suoi beni per testamento non deve ledere le quote riservate dalla legge che sono:
- coniuge unico legittimario - quota di 1/2;
- un solo figlio unico legittimario - quota 1/2;
- due o più figli, in assenza del coniuge, - quota 2/3 da dividersi in parti uguali;
- coniuge e un solo figlio - 1/3 ciascuno;
- coniuge e più di un figlio - 1/4 al coniuge e 2/4 ai figli in parti uguali tra loro;
- coniuge e genitori - 1/2 al coniuge e 1/4 ai genitori;
- genitori - 1/3 da dividere in parti uguali.
Come si evince da quanto sopra riportato va notato che ai fratelli la legge non riserva nessun diritto e pertanto il defunto può tranquillamente non contemplarli nel proprio testamento.

 
18/03/2013
Avv. Saverio Biscaldi - Studio Legale BZB - redazione@alessandrianews.it
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