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Ginnastica artistica

Arianna Rocca, addio senza rimpianti: "Mai a Mondiali o Europei? Lascio ad altri esami di coscienza"

Nell'ultimo appuntamento dei Campionati Italiani di A1 la ginnasta ligure Arianna Rocca, l'atleta più vincente nella storia della Forza e Virtù, ha detto basta all'attività agonistica. Ora il sogno Tanzania...
NOVI LIGURE - Una come lei le emozioni sa dominarle nella vita, figurarsi su una pedana dello sport che per un decennio l’ha vista protagonista assoluta. A Eboli, ultima tappa di una carriera che l’ha proiettata nell’olimpo della ginnastica italiana e l’ha resa la ginnasta della Forza & Virtù più forte di tutti i tempi, Arianna Rocca non ha pianto quando ha annunciato ufficialmente il ritiro dall’attività agonistica: non sappiamo se lo ha fatto prima o dopo la gara, magari nel buio della stanza d’albergo ma in fondo è notizia che non interessa. Quel che interessa è che Arianna da domenica è un’ex ginnasta di alto livello che ha deciso di salutare l’agonismo con un’altra di quelle prove che solo i grandi campioni sanno fare: a Eboli, Ari ha contribuito in maniera determinante al secondo posto di tappa e assoluto della Forza & Virtù nel campionato italiano a squadre, traguardo mai raggiunto dal team virtussino.

"Più del piazzamento, sono soddisfatta della gara: sono salita in pedana serena e ho vissuto le ultime emozioni godendomele fino in fondo e sneza sbagliare. Forse una delle gare più belle della mia vita", spiega Arianna col sorriso di chi sa di poter guardare tutti negli occhi. Poi, sul palco, la soddisfazione di essere premiata da Enrico Casella, il tecnico azzurro che negli anni l’ha «ostracizzata» alla nazionale ma anche su questo versante, Arianna sa usare le parole: "Io ho dato il massimo senza rimpianti e se non ho mai vissuto un mondiale, un europeo e un’olimpiade, pazienza. Sono altri che devono farsi un esame di coscienza. Anche a Eboli, Casella ed io abbiamo dimostrato di non avere feeling, pazienza. La ginnastica mi ha dato tanto e se devo dire grazie a qualcuno, quella è la mia famiglia, quella vera e quella adottiva della Forza & Virtù". Anche nell’uscire di scena, Arianna si è rivelata una fuoriclasse ma con le idee chiare: "Ricordo ogni gara che ho fatto, dalla prima a cinque anni a Genova all’ultima e tornassi indietro non cambierei una virgola, perché io sono quella che gli altri conoscono".

Una carriera culminata con un dominio incontrastato al volteggio (tre anni consecutivi campionessa italiana), tante belle gioie (seconda a Jesolo al Torneo della Nazioni dietro la fuoriclasse americana Simon Byles) e tanti infortuni che ne hanno forse limitato la carriera: "Ma anche le sfortune le ho sempre affrontare – spiega con orgoglio Arianna – senza mai avere paura. In una gara mi lacerai un tendine ma chiusi vincendo col tendine lacerato al volteggio perché sono io a decidere quando uscire di scena, non la jella o altri". Ora Arianna si laureerà e poi coronerà il suo sogno, andare in Tanzania ad insegnare ai bambini africani. Perché una persona è fuoriclasse nello sport e nella vita. Prima però il saluto a tutti nella festa dello sport che il padre Gianfilippo ha allestito sabato pomeriggio a Serravalle dove, c’è da scommetterci, il sorriso di Arianna mitigherà le lacrime dei tanti, fra cui il sottoscritto, a cui mancherà quella ragazzina dolce e sorridente da cui tutti dobbiamo prendere come esempio. Gamba Arianna.
21/09/2017
Maurizio Iappini - sport@alessandrianews.it
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