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Alessandria

Amianto alla Clara e Buona e alla Pieve: "un falso positivo"

Non sarebbero fibre di amianto quelle rilevate dalle centraline di controllo nei siti Clara e Buona e Pieve, a Novi. A dirlo è Claudio Coffano, presidente dell'Osservatorio Ambientale del Terzo Valico che si è riunito ieri per la prima volta ad Alessandria. A preoccupare ora è la siccità: scorte ridotte dell'80% circa fermano i lavori alla cava Romanellotta
ALESSANDRIA – Un “falso positivo” l'allarme per il superamento dei limiti di amianto previsti per legge (1 fibra per litro), registrati nelle scorse settimane nel sito di deposito di smarino proveniente dagli scavi del terzo valico alla cava Clara e Buona di Alessandria. Analoghi valori erano stati rilevati dalle centraline “di prima cintura”, ossia a ridosso dei cantieri, anche nel sito Pieve, di Novi Ligure. Non si tratterebbe, tuttavia, di fibre d'amianto, ma fibre della stessa forma, con una diversa morfologia. Lo ha detto Claudio Coffano, in veste di presidente dell'osservatorio ambientale che si è riunito per la prima volta ad Alessandria. A rilevare le fibre erano state le centraline Cociv, in un momento in cui, peraltro, i lavori erano fermi. “Sono immediatamente scattate le misure di controllo previste dal protocollo – dice Coffano – con rilevamenti anche in “seconda cintura” (ossia a ridosso dell'abitato), per otto ore al giorno, da parte di Arpa. Tutti le analisi hanno dato esito negativo”. Una possibile spiegazione, che andrà confermata dalle ulteriori analisi è che “le fibre presenti non fossero fibre di amianto cancerogeno ma fibre analoghe non pericolose se inalate perché non amiantifere (antigorite considerato dalla lettura automatica come crisotilo)”.

I lavori nei cantieri, tuttavia, procedono a rilento anche per la crisi idrica in atto nel bacino dello Scrivia, dove Cociv attinge acqua necessaria per le lavorazioni. Le scorte si sono ridotte dell'87% alla cava Romanellotta e dell'70% nel cantiere di Radimero, dove sono in corso gli scavi con la talpa meccanizzata. L'acqua viene utilizzata sia per le stesse lavorazioni, sia per bagnare il terreno, in modo da evitare dispersione di polveri, tra cui le fibre . L'attività dell'impianto di trattamento inerti alla Romanellotta è ferma, mentre prosegue a rilento quella a Radimero. “Ho chiesto a Cociv di fare una analisi di valutazione straordinaria sulle fonti idriche. Il prossimi 14 settembre ci sarà un nuovo incontro”, ha detto Coffano.

Il tema amianto ha tenuto banco nella riunione dell'osservatorio ambientale che è riunito ieri nella sede della Prefettura di Alessandria. Soddisfazione per lo spostamento sul territorio è stata espressa sia dal commissario per il Terzo Valico Iolanda Romano, da Arpa (che entra per la prima volta come membro effettivo con diritto di voto, insieme ad un rappresentante dell'Istituto Superiore di Sanità). “Il primo caso nel panorama nazionale”, ha detto il commissario Romano.
Mentre il direttore di Arpa Piemonte Angelo Robotto garantisce che l'impegno dell'agenzia di controllo sull'ambiente non verrà meno anche negli altri settori, il direttore di Arpal Liguria non nega le difficoltà, in passato, di un dialogo con Cociv. E Coffano sottolinea l'importanza della presenza al tavolo di Rfi, committente dell'opera, tassello mancante dal 2012 ad oggi.
Il neo sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, vuole guardare oltre l'impegno sulla tutela dell'ambiente:

“L'importante dialogo che si è aperto tra tutti gli attori – è il commento del neo sindaco di Alessandria Gianfanco Cuttica di Revigliasco – mi auguro che sia anticipatore di un dialogo anche sullo sviluppo economico”.
La prossima riunione dell'Osservatorio è già fissata per il 14 settembre. Ci sarà da approvare un regolamento e istituire dei gruppi di lavoro, presenti anche nei comuni interessati ai lavori. “Mi auguro – ha detto – che l'osservatorio sia un punto di confronto anche con le associazioni ambientaliste dalle quali sono sempre arrivati importanti osservazioni”. 
7/09/2017
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