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Costa Vescovato

Agricoltura contadina, una legge per salvaguardare le produzioni locali

A Costa Vescovato un convegno con politici ed esperti sull'agricoltura contadina, quella che promuove le piccole produzioni locali. L'obiettivo è arrivare a una legge di tutela
COSTA VESCOVATO – Una legge che tuteli e promuova l’“agricoltura contadina”, quella che rifiuta la massificazione e promuove invece le piccole produzioni locali e il radicamento territoriale. Se ne parlerà sabato 10 novembre: a partire dalle 14.00, la Soms di Costa Vescovato ospiterà il convegno dal titolo: “Contadine e Contadini! Per una legge quadro sulle agricolture contadine in Italia”.
All’appuntamento parteciperanno i deputati della commissione Agricoltura della Camera Federico Fornaro (LeU), Marzio Liuni (Lega) e Sara Cunial (Movimento 5 Stelle). Tra i relatori anche l’assessore regionale Giorgio Ferrero e il consigliere regionale Walter Ottria.

Ospiti e contadini si confronteranno sulle politiche dominanti, orientate all’agricoltura industriale, e sulla necessità di andare verso la tutela delle piccole aziende. La campagna per il varo di una legge sull’agricoltura contadina mette al centro la ricchezza e la biodiversità delle produzioni agricole e il loro ruolo di presidio del territorio. La legge quadro – secondo i promotori – dovrebbe tenere conto delle peculiarità dell’agricoltura contadina: le forme di conduzione di comunità o familiari, le pratiche agronomiche sostenibili, il radicamento territoriale, le produzioni per l’autoconsumo e per la vendita diretta al consumatore, la riproduzione di sementi locali e autoctone e la trasformazione diretta dei propri prodotti.

In Italia 1,3 milioni di aziende hanno una superficie aziendale inferiore ai 5 ettari e sono loro a dare il contributo maggiore alla produzione agricola nazionale. Secondo dati Eurostat le aziende italiane con una superficie inferiore a 20 ettari producono cibo per un totale di 3 miliardi di kilocalorie, mentre quelle oltre i 100 ettari si fermano a poco più di 1 miliardo. Le piccole aziende italiane fino a 20 ettari, che controllano circa un terzo delle terre coltivate, forniscono il doppio delle kilocalorie prodotte dalle aziende di grandi dimensioni, che occupano più della metà dei campi.

«Le politiche pubbliche però sono stati creati specificamente per sostenere un modello di agricoltura industriale – spiegano i promotori della proposta di legge – Servono politiche che si basino su sistemi produttivi, economici, culturali e sociali propri dell’agricoltura contadina».
7/11/2018
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