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Basket

Pansa, au revoir Tortona: cronaca di un esonero annunciato

La partenza disastrosa del Derthona Basket costa a coach Pansa l'esonero: ma era veramente lui il colpevole?
BASKET - Parafrasando Gabriel Garcìa Màrquez, il giorno della tua morte tutti hanno dei presagi dell’evento tranne te. L’esonero di coach Pansa sulla panchina del Derthona Basket arriva nella tarda serata del lunedì, dopo che lui ha diretto l’ultimo allenamento con i ragazzi e soprattutto dopo un inizio di campionato da incubo con tre sconfitte in altrettante gare quando la formazione bianconera era data fra le protagoniste del campionato da tutti gli organi di stampa, occasione ulteriormente ingolosita dalla possibilità unica di avere a disposizione ben tre posti per la promozione in serie A solo per questa stagione.

Che a guidare un roster pieno di classe e di talento all'interno della dirigenza ci fosse chi preferiva qualcuno di più affidabile per esperienza e curriculum non era un segreto per nessuno nell’ambiente, tanto che c’era già chi in estate preannunciava un cambio di panchina alle prime difficoltà indicando il nome del sostituto con una precisione che ora – al netto dell’infatuazione momentanea per Pillastrini vanificata dai precedenti impegni dello stesso - diventa sospetta. Quella precisione che, come già sottolineai al termine della prima partita, è mancata in maniera altrettanto sospetta nelle statistiche dei giocatori del Derthona nelle prime due gare costando carissima negli ultimi minuti con Siena e compromettendo già al terzo quarto le due sfide in trasferta con Roma e Latina.

Non è un compito del giornalista valutare l’adeguatezza dell’allenatore per un compito difficile come quello del centrare la promozione nella massima serie: giocare per vincere è prerogativa di pochi ed è comprensibile per una società che tanto sta investendo sia nella squadra che nella costruzione di strutture adatte alla qualità ed al talento della stessa. E’ però dovere mio difendere la dignità professionale ed umana dell’ormai ex tecnico del Derthona Basket, che avrebbe potuto essere esonerato con ben altre modalità e tempistiche, risparmiando a lui la gogna di queste tre giornate e alla squadra tutta una partenza ad handicap. In questo sfacelo umano e tecnico, l’unica cosa positiva è la consapevolezza di avere tolto alibi ai giocatori: il tecnico ha pagato per tutti, capro espiatorio di una situazione che lui per primo in conferenza stampa dopo il k.o. interno con Siena aveva voluto delineare precisando che non può allenare le percentuali di tiro; ora la palla passa, fisicamente e metaforicamente, alle mani dei suoi ex-giocatori. Ma diventerà difficilissimo, a prescindere dai risultati dell’annata sportiva, parlare di programmazione riuscita; le analogie con l’anno in cui l’Alessandria Calcio giubilò Scienza per Gregucci si sprecano: l’augurio è che il finale sia diverso. 
24/10/2018
Fabrizio Merlo - sport@alessandrianews.it
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