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Provincia

Emergenza rifiuti: "una settimana per decidere sul futuro di Aral e della discarica di Solero"

Lo stop ai conferimenti di spazzatura nella discarica di Solero- Quargnento è diventato effettivo con decreto del presidente della Provincia. Ora i rifiuti vengono portati nelle discariche di Srt Novi e Tortona "alla stessa cifra di Aral, 140 euro a tonnellata". Ma il vero problema è pensare al domani: "bisogna procedere con nuova vasca, ma intanto vista la condizione economica di Aral si guarda ad un possibile affitto di ramo d'azienda a Amag Ambiente....coinvolgendo in questa ipotesi la Regione"
 PROVINCIA - Nella giornata di mercoledì 9 maggio è arrivata l'ufficializzazione con decreto del presidente della Provincia di Alessandria, Gianfranco Baldi, dellostop ai conferimenti di rifiuti nella discarica di Solero- Quargnento per aver superato i livelli massimi e anche il “nulla osta” di 90 giorni per rimettere tutto a posto. “Che non bastano per la realizzazione della nuova (la settima) vasca nella discarica di Solero...ma magari con una ulteriore proroga...” se si vede la buona intenzione potrebbe anche essere data dalla Provincia. “Una vasca esaurita: l'emergenza era già in essere visto che dai soliti 7 camion i conferimenti ormai da tempo si erano ridotti a 3 trasporti al giorni” ha precisato l'assessore Paolo Borasio chiamato di “urgenza” a relazionare in commissione Bilancio, proprio nella giornata di presentazione del Rendiconto 2017 che il Consiglio comunale dovrà votare la prossima settimana.

Ora i rifiuti sono conferiti nelle discariche Srt di Novi e Tortona, “senza aggravio di costi per i Comuni consorziati di Aral” ha precisato l'assessore, visto che si è trovato l'accordo con la società di mantenere le stesse tariffe che venivano fatte da Aral, 140 euro a tonnellata (trasporto escluso). Per i comuni la tariffa viene “sdoppiata”: una parte sempre ad Aral, l'altra direttamente a Srt che ha voluto la garanzia di prenderle queste somme per offrire una mano vista l'emergenza scoppiata già da qualche settimana.

Emergenza che si inserisce in un quadro “tragico” ben più ampio: ora infatti bisogna guardare al domani, a delle soluzioni. E in primis spicca la realizzazione della settima vasca nella discarica di Solero. Che non deve fare i conti solo con il tempo (almeno un anno per la sua realizzazione) ma anche con il denaro. Infatti i soldi (700 mila euro) che Palazzo Rosso aveva messo a bilancio (sul 2018) per questa e per altre opere di contorno richieste dai comuni che ospitano la discarica, sono stati “bloccati”. “Perchè sarebbero stati a titolo di mutuo e vista la condizione disastrosa a livello economico e finanziario di Aral il rischio era che la Corte dei Conti stoppasse tutto”. Insomma qualsiasi somma in questo momento destinata ad Aral potrebbe venire “inghiottita” dai creditori dell'azienda: una su tutte è la partita della ditta Koster, che in via cautelare per i lavori mai saldati fatti sulla discarica avrebbe chiesto due milioni di euro (è in corso un procedimento al Tribunale di Novara, ndr). Ma in generale stiamo parlando di “23 milioni di debiti a fronte di 6 milioni di crediti”. E nonostante siano state attivate azioni contro i debitori, tra tutte verso Amiu Genova che non ha pagato nulla di quello che ha conferito da novembre ad aprile e che è quella che ha un credito sostanziale, il bilancio di Aral è comunque in perdita di circa un milione e mezzo. “Per questo con l'assemblea dei soci si sta prorogando (oggi al 30 giugno) l'approvazione del bilancio, perché Aral è in una situazione fallimentare e l'unica soluzione sarebbe la ricapitalizzazione. Ma il Comune non lo farà di ripianare per il 94% questa somma ad una azienda in questo stato di crisi!” sono state le parole chiare e decise di Borasio.

Ma quel che è certo è che si deve guardare ad un'altra soluzione: e qui si sono aperte le porte del dialogo sia con la Corte dei Conti, che con la Regione Piemonte. “Entro una settimana bisognerà decidere che strada prendere. E questo si farà anche con il consulto con la Regione” ha spiegato l'assessore. Per l'amministrazione lo scenario è duplice: cercare di costruire un concordato (“visto che non si è deciso per il fallimento di Aral perché questo avrebbe voluto dire far fallire almeno un'altra decina di aziende del territorio”) che regga di fronte al Tribunale, che avrà il compito di “capire” la situazione (questo è quello che spera l'assessore almeno) e vedere se la soluzione è procedere ad un affitto di ramo d'azienda ad Amag Ambiente solo per la realizzazione della nuova vasca della discarica di Solero (con successiva restituzione quindi ad Aral) o un affitto di ramo d'azienda “completo di tutta la patata bollente Aral”. In vista di una gara, con la cessione del 49% delle quote (quindi maggioranza sempre pubblica, ndr) “un piano industriale privo del peso della discarica sarebbe più allettante....e con il canone dell'affitto si pagherebbero pian piano i debiti di Aral”. Ma per questa ipotesi serve il parere della Regione: “sarebbe più semplice dare i soldi per la realizzazione della vasca direttamente ad Aral, senza includere questa partita nell'affitto del ramo di azienda in Amag Ambiente. E un precedente in questo senso c'è – come ha spiegato l'assessore Borasio – in Regione Campania. Ma l'autorizzazione è stata data con un provvedimento congiunto di Regione e Corte dei Conti”. Per questo le due realtà sono state coinvolte anche nella situazione alessandrina.

Insomma una strada ancora tutta in salita, una situazione complessa che si trascina “cadaveri” da ogni angolo e da tempi passati. E che in qualsiasi direzione vada, trova ostacoli da superare: come il pagamento “post mortem” per la chiusura delle discariche. Una somma che oscilla sui 5 milioni di euro e che resterebbe in capo ad Aral. Una delle tante “croci” che si porta sulle spalle.
11/05/2018
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