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Calcio

Il Villa si riprende il Coppi battendo il Chieri

Beretta super, Torre batte rigore e ribattuta
Villalvernia 1-0 Chieri
VILLALVERNIA: Torre, Pasqualicchio, Patrone, Viscomi, Di Placido, Balestra, Anania, Odino, Cisterni (11’ st Massaro), Di Gennaro, Beretta (41’ st Magnè). All. Fasce.
CHIERI: Gozzi, Nicolini, Sandrone, Campanaro (35’ st Caldarola), Conrotto, Grancitelli, Manasiev, Poesio (41’ st Bettega), Santoro, Pasquero, Montante (19’ st Parisi). All. Sesia.
ARBITRO: Bertani di Pisa.
RETI: st 22’ Beretta
NOTE: giornata primaverile e limpida, campo discreto, spettatori 250 circa; ammoniti Pasqualicchio, Sandrone, Campanaro e Conrotto; corner 4-6; recupero 2 +4.

Ci sono giocatori in crisi di gioco che a un certo punto si scatenano, trovano lo spazio giusto e ingranano la quinta risolvendoti la partita: Beretta del Villalvernia è uno di quelli e grazie al suo bel gol con stop in corsa e conclusione sul primo palo, il Chieri lascia il “Coppi” con l’amaro in bocca, consapevole di aver sciupato un possesso palla ciclopico (quasi 70%) nella prima frazione senza trovare la via del gol. Ma il miracolo come ogni figlio ha due genitori e il secondo si chiama Torre, l’estremo capace nel finale di neutralizzare un rigore, mettendoci il piede sulla seconda ribattuta. Parisi, impalpabile anche al di là del penalty, spreca per i suoi il gol pareggio e lascia affranto il campo. Una bella partita ma solo nel secondo tempo quando le due squadre hanno smesso di osservarsi, impostando qualche manovra scoperta: il Chieri che aveva demolito sul piano tattico i padroni di casa, troppo avezzi a cercare le vie centrali con continui traversoni, ha mollato clamorosamente il centrocampo e l’undici di Fasce è stato bravo ad approfittare avanzando con Massaro, Beretta, Di Gennaro e Anania salito a dare man forte in possesso palla. Un 4-2-3-1 per il Villalvernia capace di rincorrere la palla sui binari, lanciando Beretta nel suo ruolo congeniale, quella di prima punta defilata. Di Gennaro invece a parte due occasioni su punizione non è andato oltre alle ultime prestazioni, la sua presenza ritenuta necessaria per qualche lampo non ha dato i frutti sperati, ma ci ha pensato qualcun altro a risolvere.

In avvio Sesia stupisce tutti e con un inedito 4-1-4-1 con Pasquero davanti alla difesa, prova a dare fastidio e per un po’ ci riesce: Montante sulla sinistra trova spesso la via del cross al centro, ma né Manasiev né Santoro trovano la via giusta per calciare nello specchio. Grancitelli poi è bravo a sfruttare un rimpallo fra Balestra e Odino, bello il tiro dai 30 metri con Torre in tuffo. Il possesso palla è ospite, i passaggi mirati con sovrapposizioni sulla destra danno spinta offensiva, manca però il cinismo di tirare a rete con maggiore convinzione: il Villa dall’altra gestisce, libera senza riflettere troppo sui passaggi corti e lancia in avanti la coppia nella speranza di qualche errore torinese. Nel finale però c’è la reazione di casa, Viscomi prova da fuori, Di Gennaro fa sospirare su punizione, ma è Di Placido che su cross nato da un disbrigo della difesa, colpisce di testa vedendosi parare un gol fatto da Cisterni trovatosi in mezzo. Nella ripresa quasi sempre solo Villa, tenacia e cinismo approfittando del calo premiano e su errore di Parisi, nasce il contropiede vincente: Massaro, Pasqualicchio e cross dalla destra per Beretta in corsa seguito da due difensori. Palla stoppata e gol colpendo il palo interno. Già prima però Di Gennaro crossando dal fondo aveva trovato in area Beretta, il tiro ravvicinato respinto da Gozzi aveva innescato dal limite la conclusione di Anania che però lo stesso portiere era stato bravo a mettere in corner. Massaro entrato ha dato pochi punti di riferimento e per il Chieri ci si deve accontentare di due tiri-passaggi prima dell’occasione allo scadere. A pochi minuti dalla fine, Balestra entra in contatto con Santoro, il direttore segnala il dischetto e nessuno protesta: Parisi alla battuta, si fa parare il tiro basso e sulla ribattuta, Torre lo ostacola di nuovo salvando il risultato. Nel recupero cambi conservativi e i 4 minuti finali sono un pro forma.
23/01/2012
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