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Cronaca

Lite in riva al lago da pesca, a processo chi si presentò con l'ascia

E' accusato di lesioni, minacce e danneggiamento un uomo che nel 2011 ruppe le canne da pesca a cinque giovani che avevano spintonato il figlio lungo lo Scrivia
CRONACA – Arrivò in soccorso del figlio, all'epoca quattordicenne, con un'ascia in mano, mettendo in fuga cinque giovani che, poco prima, avevano spintonato il ragazzo a pesca con lo zio. L'accusa per Santino Vinotti, 47 anni, è di tentate lesioni, minaccia e danneggiamento, anche se l'imputato nega di aver “alzato l'ascia” contro i cinque, ma ammette di aver rotto le canne da pesca.
I fatti risalgono al febbraio 2011 e il processo, davanti al tribunale di Alessandria, è ancora in corso. Ieri sono stati ascoltati due testimoni, la moglie e il figlio, oggi ventunenne, dell'imputato.
Il ragazzo era insieme allo zio a pesca in un lago, in riva al torrente Scrivia, a Castelnuovo. Il padre (l'imputato, difeso dall'avvocato Alexia Cellerino) e la madre erano andati a fare legna poco distanti. Al laghetto c'erano anche altri cinque ragazzi che, a poca distanza di zio e nipote, lanciavano la lenza presumibilmente verso l'acqua.
Lanci che, però, avrebbero rischiato di agganciare i Vinotti. Secondo quanto ha raccontato il ragazzo in aula, lo zio (sarà ascoltato durante la prossima udienza) avrebbe chiesto ai giovani di allontanarsi un poco più in là, visto che lo spazio c'era. Per tutta risposta i ragazzi si sarebbero avvicinati ai due, spingendo a terra il quattordicenne il quale cadde battendo la testa. Lo zio chiama quindi i genitori in soccorso, anche perchè il ragazzo appariva spaventato e dolorante.

Sempre secondo la ricostruzione del testimone, gli altri ragazzi, tutti della zona del genovese, vedendo arrivare l'uomo con l'ascia in mano si sarebbero dati alla fuga ed uno, nella corsa, inciampò è cadde a sua volta a terra, ferendosi. Vinotti però usò l'ascia contro le canne da pesca e gettò gli zaini nello stagno. Intervenuto il titolare della riserva di pesca, l'imputato gli avrebbe consegnato l'ascia, che fu poi sequestrata dai carabinieri.
Secondo l'accusa, però, a procurare la ferita (lieve) ad uno dei ragazzi non fu l'impatto con il suolo, ma l'ascia del Vinotti. Circostanza esclusa dall'imputato e dai testimoni.
Ad ottobre sarà ascoltato l'ultimo testimone della difesa, lo zio. Poi il giudice emetterà la sentenza, giusto in tempo prima che il reato venga prescritto per decorrenza dei termini.
5/04/2018
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